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[Video Intervista] “dopo anni di silenzio, maturati nelle singole esperienze, siamo ritornati più carichi di prima”: i THE YELLOW ci raccontano del loro ritorno discografico!

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Abbiamo incontrato i THE YELLOW al loro “battesimo”, dopo 6 anni di assenza discografica, dell’album “Streets of Tokyo“.

Un album che segna una evoluzione della band barese, che con questa bellissimo album di ben 12 canzoni, si rilancia, sulla scena musicale italiana.

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Produrre un album con oltre 10 brani è sintomo di un duro lavoro,  “Street of Tokyo” ne ha ben 12. Un concept album o una raccolta di brani in questi anni di silenzio discografico?

(Gianluca) Una domanda corretta ! Per quanto ci riguarda, alla fine c’è stata la necessità di far uscire più brani e per esser stati fermi tanto tempo; alla fine ce l’abbiamo messa tutta ed abbiamo trovato una etichetta che ha creduto in noi. Sono 12 “canzoni”. È vero che oggi si preferisce far uscire anche un solo singolo o un Ep di 4 brani, in quanto la fruizione della musica è diventata molto liquida ma noi siamo anche un po’ controcorrente rispetto a questo, anche per il fatto che siamo italiani e scriviamo in inglese; ci piace farlo e ci riusciamo.

 

Una copertina molto originale e particolare. La forma del cuore “anatomico”, ottenuto dai quartieri e dalla vie principali della capitale nipponica. Amanti del Giappone o un legame alla terra del Sol Levante ?

(Francesco) Si tratta di una coincidenza !  Tempo fa, io e Lele, siamo stati in Giappone e quando abbiamo incominciammo a parlare della copertina del disco, più di un anno fa. La copertina era pensata diversamente in quanto doveva riprendere, dalla cultura giapponese, la caduta e la rinascita: doveva esserci una canna di bambù che simboleggia una certa resistenza, in quanto visibilmente appare una pianta esile ma nello stesso tempo molto resistente, con il passare degli anni si piega ma non si spezza…un po’ come la nostra esperienza musicale. Poi siamo passati al cuore stilizzato, in quanto ci piaceva quell’ idea, con quel giallo evoca i neon delle strade di Tokyo e il brano “Streets of Tokyo” è proprio una love song. Abbiamo così dato un approccio visivo alla copertina per la sua best track!

 

Parliamo del vostro ultimo singolo “Until the day”, ho letto in giro: “il percorso del singolo che si fa percorso di tutti”, che volete dire?

(Gianluca) Tutti abbiamo il nostro vissuto e cerchiamo di sfuggire dalle malinconie, dolori, cercando di trovare uno spiraglio per averla vinta. Nella parte più profonda del brano, si specifica che una persona che può essere un amico, un parente, una persona vicina, nei momenti di difficoltà ci sarà vicina sino nostro ultimo giorno “Until the day”. E’ anche un modo speranzoso per affrontare le giornate più buie.

 

Cosa vi ha spinto alle varie collaborazioni con altri musicisti per questo album?

(Gianluca) Un bisogno non materiale, quasi fisico. In questi anni di silenzio non siamo stati fermi, ognuno ha fatto attività di musicista, produttore, arrangiatore, ci siamo messi in gioco con altri artisti, avendo la possibilità di collaborare. Questo tipo di collaborazione abbiamo voluto riportarla anche nel nostro nuovo album.

 

Quanta importanza la dimensione live ha per voi?

(Lele) E’ fondamentale ! In quanto traduzione di tutto il lavoro che c’è dietro. L’esperienza dello studio ti permette di mettere su carta per uno scrittore, su disco nel nostro caso; la vera dimensione di un musicista è quella del live, altrimenti resteresti nel tuo studio a “suonartela e cantartela” , non vai da nessuna parte. E’ per noi quasi una esigenza fisica, salire sul palco, si accende l’interruttore, una vera sensazione fisiologica.

 

Dopo 6 anni ritornate a produrre: quanta voglia e timore c’è stato per il vostro ritorno alla produzione?

(Gianluca) Abbiamo sempre collaborato sino ad ora, anche nel primo disco, sostituendo le paure  con la voglia di collaborare con altri artisti. Questa volta è stata più dura, “scontrandoci” e collaborando con più persone contemporaneamente, siamo arrivati quasi spavaldi a questo album, con un iniziale timore sconfitto grazie anche al supporto di altri, in particolare del nostro produttore e fonico Giove e Francesco Cataldo come arrangiatore. Grazie al loro aiuto siamo riusciti a sconfiggere i timori iniziali.

 

Dal vostro primo album “LOL-a-bye” del 2013 a quest’ultimo “Street of Tokyo” descrivetemi brevemente l’evoluzione dei THE YELLOW?

(Gianluca) Dici bene, c’è stata una “evoluzione”, oltre ad essere sul palco in tre e non più in 4, dal 2013 al 2019, abbiamo deciso di rinunciare al basso sul palco, trovandoci così a nostro agio in questa nuova dimensione. Poi le strade con Lele, ex batterista della Fame di Camilla, si sono incontrate per caso, va benissimo ora in questa dimensione attuale. Con l’avvento della tecnologia, abbiamo esplorato anche questi nuovi mondi digitali, arrivando così al lavoro “Streets of Tokyo” che segna assolutamente un solco tra i vecchi ed i nuovi The Yellow !

 

Tra le tante collaborazioni importanti che ognuno di voi ha avuto in questi anni: chi invitereste sul palco ai vostri live?

(Francesco) Il mio sogno era proprio quello di suonare insieme a Lele, in quanto fans della famosa band  “La fame di Camilla”; alla fine il desiderio si è avverato !

(Lele) Un grande musicista tedesco di elettronica: Apparat.

(Gianluca) Restando in tema internazionale, mi piacerebbe James Blake.

 

Stasera presenterete in esclusiva, qui al Garagesound di Bari, il vostro album. Come proseguirà il vostro Tour?

(Gianluca) Proseguirà nelle prossime settimane, incominciando da Cosenza, tra dicembre e gennaio continuerà e presto pubblicheremo il calendario completo sui nostri social.

 

ALESSANDRO LONOCE

Ascolta l’album QUI

Membri del gruppo

Gianluca “Foster” Damiani – Vocals, acoustic guitars, piano & programming

Francesco Andrea Loiacono – Electric guitars & programming

Lele Diana – Drums, percussions

Credits:

Si ringrazia i THE YELLOW per la disponibilità e il Garagesound di BARI per l’ospitalità.

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