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[Report & Photo] MARIO BIONDI: CON IL SUO “BestOfSoulTour” SI CONFERMA UNO DEGLI ARTISTI PREFERITI IN PUGLIA

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Teatro Team Bari, 20 aprile 2017 – Un Teatro gremito di gente che attente Mario Biondi, all’anagrafe Mario Ranno, per il tour nazionale ed europeo del suo “Best of Soul”,  album nato dall’idea di celebrare i suoi 10 anni di carriera dall’ esordio discografico con “Handful of soul”  ad oggi, attraverso 22 brani (di cui 7 inediti) appartenenti al genere musicale di cui l’artista catanese è unico rappresentante italiano nel mondo.

Poco dopo le 21.00, salgono sul palco tutti i musicisti nella penombra, accompagnati dall’applauso del pubblico. Poi si ode la voce fuori campo di Biondi che afferma: «Sono trascorsi dieci anni. È stato un lungo viaggio e non è stato facile. Lo ripercorreremo insieme, iniziando da qui».

 

Egli infatti decide di eseguire i suoi brani in ordine cronologico, perciò con voce calda, profonda e sensuale, sulle note della celebre “This is What You Are” fa il suo ingresso in giacca nera, camicia bianca e panciotto, guadagnando subito il centro dello stage dinanzi al microfono. Prosegue coi ritmi jazz-samba di “Rio de Janeiro Blue” e “Never Die”, in cui accenna anche qualche passo di danza, per poi passare alle frizzanti e accattivanti “Be Lonely” e “Love Dreamer” e alle dolci “If e “Something That Was Beautiful’‘.

Dalla prima all’ultima nota, il soul trionfa portandosi dietro un leggero profumo di jazz condito anche dal funky. Toglie la giacca e si abbandona alla musicalità tribale di “No mo’ trouble”e all’intensa “Ecstasy”. Il cantante si presenta con una straordinaria presenza scenica, la barba più lunga che segna il passare del tempo, i movimenti eleganti e l’esperienza sul palcoscenico che gli consentono di attirare l’attenzione su di sé e di coinvolgere il pubblico, invitandolo a interagire con la musica, stimolando sorrisi e salutandolo calorosamente.

Tra un assolo e l’altro, egli si posiziona ai lati del palco per lasciare spazio e dar visibilità ai membri della sua band : Alessandro Lugli alla batteria, Federico Malaman al basso, Massimo Greco al piano e programmazione, David Florio alle chitarre, Moris Pradella alle chitarre, percussioni, tastiera e cori, Marco Scipione al sax, Fabio Buonarota alla tromba.

Biondi interagisce con loro e duetta in alcune canzoni anche con le due coriste Serena Carman e in particolare Serena Brancale, cantante jazz barese conosciuta per aver partecipato a Sanremo giovani nel 2015, a cui concede di omaggiare egregiamente il suo pubblico.

 

 

L’empatia che caratterizza le canzoni è una prerogativa del soul che gli artisti ricreano in modo eccellente, arricchiti tra l’altro da spettacoli di luci e da scenografie ricercate, rappresentando l’atmosfera propria di ogni brano. Il live prosegue con “Shine on”, “What Have You Done to Me”, “Light to the World” e l’unica canzone in lingua italiana “La voglia La pazzia L’idea”.

Si giunge al 2015, anno del disco “Beyond”, del quale propone la hit “Love is a Temple”, “All I Want is You”. Infine conclude questo  excursus con le ultime “Do You Feel Like I Feel’‘ e “Gratitude”, un vero ringraziamento in note diretto ai suoi fan e a tutti i presenti.

 

 

 

Partecipando un concerto live di Mario Biondi, ci si rende conto che solo con artisti del suo calibro la musica italiana può diventare realmente internazionale.

VIRGINIA CAPOZZI

 

Gallery completa by © Alessandro Lonoce

 

 

Credits: si ringrazia Parole&Dintorni  (Ufficio Stampa: Marta Falcon) per la gentilissima disponibilità al servizio.

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