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[Report Live] L’esplosività degli I HATE MY VILLAGE al FARM FESTIVAL 2021.

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Ex Macello” PUTIGNANO (BA), 5 settembre 2021 – Verdena, Bud Spencer Blues Explosion, Calibro 35 e Afterhours, sicuramente sono gruppi rock che bene o male sicuramente tutti conoscerete, ebbene il chitarrista dei Bud Spencer e il batterista dei Calibro 35 e Afterhours legati dalla colla della voce del cantante e compositore dei Verdena (acclamati agli esordi come i Nirvana italiani, giusto per capire).

Con l’ausilio del produttore e bassista Marco Fasolo hanno dato vita nel 2018 a un supergruppo: I Hate My Village, gruppo rock che mischia magistralmente musicalità africane e psichedelia rock, e dato che è da folli perdersi un supergruppo al prezzo di uno non potevo mancare al concerto del 05 settembre a Putignano in occasione del Farm Festival.

Puntuali nel ritardo, il gruppo fece il proprio ingresso per le 21:40, per l’esattezza i primi ad entrare furono Adriano Viterbini alla chitarra solista e Fabio Rondanini alla batteria, li seguirono il più elegante di tutti il bassista Marco Fasolo, l’unico non in stile casual ma in abito beige e camicia nera, ed infine Alberto Ferrari in divisa grunge per antonomasia: maglia rigata bianca e nera, jeans e giubbotto di pelle rosso.

Dopo che le timide luci blu si affievolirono e gli applausi si dissolsero all’improvviso batteria e basso iniziarono a far tremare la terra imitando un’eruzione vulcanica e subito le due chitarre iniziarono a mordere l’aria: lo show era iniziato.

Si iniziò con due brani del nuovo EP Gibbone uscito il mese scorso proseguendo per quelli dell’LP omonimo del 2019.

Nessuno in piedi a ballare o dimenarsi, tutti seduti attenti ed estasiati, perché la musica degli I Hate My Village, ritmo tribale elettrizzato dal rock, è come qualcosa che ti entra dentro e fluisce accompagnandoti in una dimensione lontana fatiscente ma colorata.

Gli urli gli assoli gli effetti e i testi in inglese, il tutto unito alle luci gialle, verdi e rosse che ben rimandavano alla savana al sole cocente e al verde dell’Africa, contribuivano a creare un’atmosfera africana lisergica e sperimentale.

Poi verso metà concerto, dopo qualche sorso di birra vari settaggi dei pedali e accordature, il rock’n’roll tribale degli Hate ricominciò con una scenografia arricchita di ragazze truccate in abito da sposa e anfibi che ballavano appese ai tubi con le luci dietro il gruppo.

Una breve pausa di cinque minuti contati, in cui il gruppo momentaneamente si allontanò, e subito a riprendere da dove si era rimasti con brani carichi e potenti come Acquarigia, Fame, Bahum e Yellowblack, fin quando l’energia e adrenalina per le 23:00 non si esaurirono e ricoperti di applausi e consensi la formazione scese dal palco, si fermò giù per qualche foto con alcuni per poi scomparire nell’ombra della notte putignanese.

Domenica 5 settembre, grazie al Music Farm il calore e l’energia degli I Hate My Village ha approdato in puglia spazzando via incertezze noia e il disagio di questi tempi incerti, facendo spazio a un sogno lucido fatto di divertimento e afrorock.

LEONARDO DE LARGE


Photoset by: LORELLA FURLEO SEMERARO


Credits: si ringrazia il FARM FESTIVAL (press ANTONIO CONTE) per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

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