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[Repor&Foto] Il “Filo rosso” di DANIELE SILVESTRI unisce insieme il pubblico del Pala Florio di Bari.

Al Pala Florio di Bari il concerto dedicato ai 25 anni di carriera del cantautore romano

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FILO ROSSO DI DANIELE
di Marianna Miglionico


E’ cominciato così, con un filo rosso proiettato su di uno schermo gigante alle spalle del palco allestito al Pala Florio di Bari il concerto dedicato ai 25 anni di carriera del cantautore romano Daniele Silvestri, accompagnato dalla Sua poliedrica band e da un po’ di amici artisti che hanno duettato con lui fisicamente, come il rapper Rancore nei brani Argentovivo e Arlecchino e, virtualmente, come il cantante pugliese Caparezza.

Filo rosso come il colore della terra sotto i piedi, per parafrasare il titolo dell’ultimo album di Daniele Silvestri, uscito il 3 maggio scorso e che contiene i nuovi brani che, confessa l’artista, sono espressione di concretezza della vita.

Filo rosso come simbolo del destino che unisce due anime, due cuori che, secondo una leggenda popolare cinese, ognuno di noi porta legato al dito mignolo dalla nascita per condurlo alla sua anima gemella, per un artista rappresentata dal suo pubblico.

Filo rosso come vita che scorre, viaggio metaforico della vita, segnata dagli avvenimenti personali e pubblici accaduti dagli anni 1990 ai giorni nostri e scandita dalle canzoni che fanno da sfondo: e così dallo schermo viene proiettata la sigla dei vecchi TG nazionali con un giovane Paolo Fraiese che annuncia alcune delle notizie più tragiche del nostro Paese, dalle stragi di Capaci e Palermo dei giudici Falcone e Borsellino alle vicende giudiziarie del caso Cucchi, alle quali Silvestri allude quando pronuncia le seguenti parole: “Lo Stato qualche volta la dice la verità, sapete a chi mi riferisco” .

Ma dallo schermo escono anche le immagini del giovane Silvestri a Sanremo ai tempi dell’ironica canzone “La Paranza” che si balla con prudenza ed eleganza ed un lento movimento de panza.


Convince Silvestri con il suo look da eterno ragazzo, con i suoi cambi di chitarre, con la sua voce nitida, magistralmente incorniciata nei suoi testi, mai banali, nelle rime baciate dei versi dei brani più amati: Saliro’, Gigi e l’Alfetta, Cohiba, che il pubblico, mai pago, canta a squarciagola sino a notte inoltrata anche quando Silvestri, con la sua ironia tutta romana sentenzia: “dopo una certa (ora) è sequestro di persona”.

Filo rosso che, come il nastro delle vecchie musicassette, si riavvolge in rewind, all’incontrario, al termine del concerto che si chiude a Bari, ma si srotolerà in altre città per rivivere le emozioni della musica e della vita.

 MARIANNA MIGLIONICO

 

 

Photoset by: ALESSANDRO LONOCE

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CREDITS

Si ringrazia il ORT Live per la disponibilità al servizio e per la perfetta organizzazione dell’evento.

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