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[Recensione & Intervista new album] “KADÌMA” il nuovo album del GIUNTO DI CARDÀNO, conferma la qualità artistica della band foggiana

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KADÌMA” è l’ultimo lavoro de “Il Giunto di Cardàno“, band foggiana nata nel 2011 e formata da Giuseppe Colangelo (voce,chitarra,piano,keyboards), Mariano Cericola (basso,synth, voce) e Davide Tappi (batteria,voce).

Ho ascoltato diverse volte l’album e già dal primo ascolto l’ho ritenuto un album ben fatto, importante,  in cui si intuisce da subito una ricerca di suoni elettronici uniti sapientemente ad una base rock piacevole e mai banale, con un sound attuale e gradevole.

 

 

La loro è un’anima rock indipendente ed alternativa a cui piace sperimentare e mettersi in gioco, hanno scelto testi in italiano ben studiati ad arte, veritieri e profondi, miscelandoli ad un sound a tratti cattivo e grintoso; la voce decisa e incisiva di Giuseppe, si adatta ottimamente ai vari brani, con cambi di ritmica e tonalità esprimendo i loro sentimenti e le loro sensazioni. Forse unico appunto, leggermente bassa di volume rispetto alla base strumentale. 

12 brani, diversi, che non annoiano l’ascoltatore ma, al contrario, stimolano un ripetuto, attento e piacevole ascolto.

Per farla breve, direi che ascoltare l’album valga più di mille parole. Bravi e Ad Maiora!!

 

 

Abbiamo rivolto alcune domande alla Band, di seguito la breve intervista.

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“KADÌMA”: significato e cosa rappresenta per voi questo album dopo più di un anno di solo live?

Kadìma” vuol dire “avanti” in ebraico, e rappresenta un monito da seguire in seguito ad una scelta. Il disco è un concept che racconta le reazioni del subconscio umano di fronte ad una decisione da prendere in cui tutto viene messo in discussione. Dalla metafora di una porta che si apre, si giunge così alla scelta della band, ovvero il disco stesso, unito alla volontà di suonare il più possibile per far crescere il progetto anche fuori regione.

 

Come nascono i titoli delle vostre canzoni e se nel complesso questo album ha un filo conduttore.

L’ordine ed i titoli dei brani sono legati alle diverse ambientazioni della mente durante il percorso decisionale, partendo dall’entusiasmo e convinzione di “YEZ!”, per poi attraversare momenti di incertezza e di instabilità emotiva in cui i dubbi ne fanno da padrona (Bacio di Giuda, Giurami, Radioonde, A(t)tratti), momenti di riflessione sul sé e sui contesti che lo circondano (Kadìma, Souvenir), fino ad arrivare alla piena coscienza della scelta fatta, manifestata nella sicurezza e tranquillità finale di “Radis”.

 

Avete mai provato a testi in inglese per i vostri brani, solo per sperimentare?

Al momento non abbiamo mai provato a comporre in inglese, per noi sperimentare significa anche scrivere in italiano in un genere che predilige particolarmente la lingua inglese.

 

Il vostro genere “Rock” che tipo di influenze musicali riceve o ha ricevuto negli anni, per quanto riguarda i vostri lavori discografici?

Cerchiamo di inserire nella nostra musica tutti gli ascolti che ci piacciono e ci hanno influenzato, partendo dalla scena internazionale degli anni 60 fino ad oggi (Pink Floyd, The Beatles, The Beach Boys, Queen, Nirvana), fino alla scena musicale rock italiana con Verdena, Afterhours, Marlene Kuntz, Litfiba e CSI.

 

Siete oramai, una band di comprovata esperienza e qualità nel panorama pugliese. Cosa vi manca per il “salto” in contesti (non contest!!) nazionali e più importanti?

Sicuramente la gavetta live fatta in Puglia in questi anni ci sarà molto utile per poter uscire fuori regione e portare il disco lungo la penisola.

 

Credete che il vostro livello tecnico/emotivo nello scrivere i brani abbia raggiunto un livello di propria soddisfazione o dobbiamo attendere i prossimi lavori?

Siamo particolarmente soddisfatti dei brani scritti per questo disco, ma non per questo crediamo di aver raggiunto il massimo. Siamo spinti a fare sempre di più, è nella nostra natura non fermarsi mai.
Quindi si, nei prossimi lavori cercheremo di maturare ancora.

 

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ALESSANDRO LONOCE

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