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[Nuovo Album] Nel progetto “7”, sette brani, sette produttori e sette vizi capitali, partecipano 4 Artisti pugliesi

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Ispirato dalla pellicola di David Fincher del 1995, “Se7en”, il progetto trasla la dimensione visiva dei sette vizi capitali in una dimensione uditiva.

7” è il titolo di un nuovo disco nato dalla mente di sette produttori durante il periodo di quarantena. Qui, i sette vizi capitali vengono espressi in musica all’interno di altrettanti brani, partendo dal bisogno di esorcizzare la tentazione al lasciarsi andare,una sensazione comune provata da molti di noi durante questo periodo di reclusione.
Il punto di riferimento principale è stato il cinema e più precisamente “Seven“, la celebre pellicola di David Fincher del 1995: il processo artistico si è quindi basato proprio sulla volontà di traslare la dimensione visiva dei sette vizi capitali in una dimensione uditiva, elettronica, più congeniale agli artisti coinvolti.

Il numero sette simboleggia, secondo diverse culture antiche, la perfezione e la completezza, ma è anche un numero ricorrente nei testi sacri e nella simbologia: le sette piaghe d’Egitto, i sette bracci del candelabro ebraico Menorah, i sette attributi fondamentali di Allah, i sette Dei della felicità del Buddhismo e dello Shitoismo, ma anche sette come il numero divino per eccellenza, nel Cattolicesimo, poiché ricorda il riposo di Dio dopo la creazione. Sette sono i sacramenti, i doni dello Spirito Santo e i sigilli spezzati nell’Apocalisse di Giovanni.

CONCEPT & TRACK BY TRACK

Secondo la cultura religiosa l’uomo desidera sette beni.

Superbia (Anatema) – Il primo bene è spirituale ed è la consapevolezza di sè, della propria eccellenza, che generà così la Superbia. Una voce profonda che pretende di elevarci, tramutando la cieca e spropositata considerazione che abbiamo di noi stessi in disprezzo per gli altri. Quello che il superbo si porta dentro è il lamento di un leone ferito a morte, che prova sporadicamente a ruggire ancora per convincere se stesso della sua superiorità, incapace di accettare la rovina che la sua stessa natura gli ha procurato. Anatema ha provato a rendere in musica il vizio creando un ambiente maestoso ma ostile, crepato da interferenza. Superbia è una traccia complessa e volutamente pretenziosa: emula la superbia stessa ma si sfigura in autonomia nella spasmodica ricerca d’attenzione, fino al punto di frantumare lo specchio in cui si rifletteva compiaciuta.

Lussuria (Romeo Marchi, whoisgabco) – Il secondo desiderio è di tipo sessuale, il quale, se spinto all’eccesso, genera la Lussuria. In questo brano, la ‘strada eticamente giusta’ è ben chiara – definita dai synth centrali e dalla parte mono. Gli elementi che, invece, si ripetono nelle casse sono l’equivalente delle tentazioni e voglie che continuano a ripresentarsi, distogliendo l’ascoltatore dal focus. Il lavoro di Romeo Marchi e whoisgabco si è focalizzato principalmente nel suscitare i sentimenti che caratterizzano la lussuria attraverso gli elementi che la compongono: una forma di trasgressione in cerca dell’accettazione di sé e del proprio peccato. Vengono così ricreati, attraverso mix e produzione, ambientazioni che permettono di comprendere come il pensiero si relaziona al vizio: il synth bass che gira intorno durante l’intro, combinato ai rumori di fondo, permette la perfetta comprensione del mondo in cui ci stiamo addentrando; le voci incontrate a metà strada rappresentano, invece, la fase meditativa che segue il primo atto, la quale lascia subito spazio al drop: l’abbandono alla trasgressione, intensa e piacevole come mai prima. Il pitch shift nella parte finale conferma il cambiamento definitivo, la conglobazione dell’euforia e dell’adrenalina.

Avarizia (Kang Brulèe) – Il terzo bene è la ricchezza: quando troppo desiderata sfocia nell’avarizia. Qui l’immagine si fa più comica ma ma sempre strumentale: il protagonista è Paperon de Paperoni ed il Deposito ove conserva la sua fortuna. Il gesto più rappresentativo dell’attaccamento al denaro è sicuramente il bagno nella piscina di monete: un momento estatico in cui ci si perde nell’effimero appagamento procurato dai beni materiali. Il denaro, il possesso e la scarsa inclinazione alla condivisione dei propri averi impoveriscono e scarnificano l’anima. Il suono campionato di monete e banconote circonda la traccia, effettuando continue variazioni, alternandosi, deformando, esattamente com’è deformata la visione della realtà dell’avaro. È la personale ‘danza dei soldi’ di Kang Brulèe: il solitario ballo dell’avaro.

Accidia (Grindalf) – Se il bene spirituale viene trascurato per pigrizia, l’uomo esprime accidia. I ritmi frenetici ai quali siamo sottoposti, la quantità di informazioni – spesso inutili e superficiali – che assimiliamo ogni giorno genera mancanza di spazio per le reazioni creative nella nostra mente, troppo impegnata ad elaborare le vite altrui. Una specie di indifferenza empatica che Grindalf ha voluto trasformare in musica attraverso ritmi lenti e trascinati, suoni e voci stretchate per andare a ricreare delle sorte di sbadigli nella traccia, subito interrotti da ritmi più veloci e stridenti, simulando questo ‘Up & Down’ tra flussi costanti  di dati ed apatia.

Ira (Hoovr) – Quando l’uomo rifugge il bene altrui, cercando danno o vendetta, si genera l’ira. È un grido di disperazione, una reazione umana ad un mondo ingiusto ed impietoso. Nell’intro, una voce accorata accompagna un tappeto neutro di pad e strumenti acustici: un falso senso di sicurezza che anticipa il peggio. Dopo un ultimo grido dolente, una valanga di angoscia abbatte lo status quo con una sequenza di ritmi martellanti e sintetizzatori ipnotici, quasi stonati, che annunciano la discesa verso l’inferno.

Invidia (Jaze) – L’uomo rifugge il bene del prossimo perché minaccia di oscurare la consapevolezza di se stesso, generando invidia. Quest’ultima logora, inghiotte, penetra nel cervello. È un suono acuto, assordante; è un corvo che fissa una carcassa: aspetta solo il momento giusto per lanciarcisi sopra. Questi elementi qui menzionati vengono sapientemente fusi da Jaze, rappresentando al meglio il concetto in formato sonoro. Il sussurro diventa quindi punto di partenza e di arrivo del sentimento, prendendo una forma circolare e sfumando all’interno del brano.

Gola (Polezsky, majo) – Il consumo esasperato di cibi e bevande degenera in gola. L’immagine è quella di Viale Jenner, Milano: lo stesso grigio a quattro corsie di quando ancora non servivano le mascherine. Hanno aperto da poco un Burger King e c’è un uomo che si spinge nella bocca un panino, manco respira; ora butta giù le patatine col suo mezzo litro di coca cola che gli cola dal labbro. Si sente il suo ansimare anche dall’autobus 90. La produzione nasce spontanea e genuina: la masticazione di majo, ripresa, pitchata e campionata, si trasforma nel tappeto della traccia, dando una sfumatura reale ed in linea con il concept.


BIO

ANATEMA
Anatema, al secolo Luca Massafra, è un rapper, producer e audio engineer pugliese, classe ’99. Avvicinatosi alla musica in tenera età, ha dato il via al suo percorso artistico con la pubblicazione di mixtape e singoli con i suoi collaboratori storici Kid Zero, Ogre e Fedro. Successivamente, si è approcciato alla produzione e al beatmaking in homestudio, collaborando con diversi artisti della scena pugliese. Le sue produzioni, cosi come i suoi testi, subiscono una forte influenza dalla musica Hip Hop e dalle colonne sonore cinematografiche, presentando una marcata vena sperimentale.

ROMEO MARCHI  //  WHOISGABCO
Romeo Marchi (Taranto, classe 98) è un produttore, sound engineer e strumentista. Entra nell’ambito musicale da autodidatta suonando una tastiera ereditata da suo nonno per poi approfondire il rapporto con la musica studiando al conservatorio di Taranto. 
Gabriele Conte, in arte Whoisgabco (Taranto, classe 99) è un beatmaker, producer e strumentista. Si appassiona al mondo della musica studiando chitarra, successivamente si trasferisce a Milano per frequentare i corsi di music production presso la SAE institute. 
I due produttori si conoscono al liceo, pur sempre continuando a lavorare a dei progetti solisti per la scena tarantina e milanese. In seguito, spostandosi a Bologna e Milano iniziano a interessarsi a nuove influenze date dalla città, collaborando e unendo le proprie conoscenze, creando una fusione di generi musicali.

KANG BRULEE
Kang Brulèe producer, strumentista e dj pugliese. Le sue produzioni sono caratterizzate dal suo stile eclettico e multiculturale. Il suo sound attinge dalla palette di colori della musica proveniente dall’America Latina, dall’indie rock britannico, e dalla scena elettronica UK. Ha prodotto “Niente Proprio” intro dell’album Back Home di Madman, certificato Disco di Platino e la traccia “Keanu Reeves” di Gemitaiz featuring Achille Lauro, certificata Singolo di Platino e contenuta nell’album “Davide” che ha ottenuto il Doppio Disco di Platino. La lista delle sue produzioni viene arricchita anche da “Giuro Che” (contenuta nell’iconico mixtape QVC8 di Gemitaiz) featuring Quentin40 e Priestess. Inoltre il producer pugliese ha prodotto due tracce presenti nel mixtape di Madman MM vol3, ovvero R8 e 24/7. Ha condiviso molteplici palchi con gli stessi Gemitaiz, Madman, e la giovane Priestess, per la quale ha prodotto il singolo “Amica Pusher”, contenuto nell’Ep Torno Domani. Nel 2019 collabora insieme a Polezsky e Ombra alla creazione dell’album d’esordio della conterranea Priestess, “Brava”. Il 26 aprile 2019 pubblica il suo EP d’esordio “Short Story of a Bedroom” che ha ricevuto critiche positive e suscitato l’interesse degli addetti ai lavori del mondo Urban ed Elettronico. Produce insieme a Polezsky “Fuori e Dentro” di Gemitaiz & Madman certificata Singolo d’Oro. Insieme allo stesso Polezsky e Ombra produce “Karate” di Gemitaiz & Madman featuring Mahmood. Cura le produzioni di “Lontana da Te” assieme a Ombra e “Brigitte RMX” assieme a Ombra e POLEZSKY, presenti nell’ultimo EP di Priestess “Rendez-Vous”.

GRINDALF
Luca Garzia, in arte Grindalf, è un beatmaker di Roma classe 1996 in attività dal 2012. Lavora come grafico e media creator freelance. Appassionato di punk, new wave ed elettronica, i suoi ascolti variano dai Fugazi ai Cure passando per Aphex Twin, Knxwledge e Shlohmo. Comuncia a produrre rapper della sua zona girando per i classici tuor dei centri sociali col sacco a pelo. Da lì impara, totalmente autodidatta, le basi per registrare ed impacchettare le tracce complete, anche grazie alle basi fornitegli dall’esperienza di bassista con alcune band.

HOOVR
Davide Glafiro, in arte Hoovr, è un produttore di Milano classe 1991 in attività dal 2007. Per una decina d’anni ha prodotto vari rapper anche al di fuori della scena milanese. Da qualche anno ha accresciuto l’interesse per l’elettronica a discapito del rap, influenzato da artisti come Floating Points, Burial, Four Tet, Jon Hopkins. Abbandona la smania di pubblicazione per dedicarsi alla sperimentazione ed all’arricchimento del proprio repertorio, in cerca di una dimensione più personale.

JAZE
Marco Giunta, in arte Jaze, è un producer e beatmaker classe ’95 di Taranto. Avvicinatosi al rap in giovanissima età grazie alla musica di Fabri Fibra e Noyz Narcos, alle tag sui muri ed ai vestiti XL, intraprende il proprio percorso artistico attraverso degli studi nel campo della produzione a Milano. Vanta diverse produzioni per Fido Guido, Blanco ed El Machico.

POLEZSKY // majo
Polezsky, classe 1993, è un producer milanese. Nel 2009 entra a far parte del collettivo Gente Onesta e collabora con Dari alla realizzazione dell’album d’esordio Clochard nel 2011. Nel 2012 collabora con Ombra producendo per MadMan “Sick Forever” all’interno del primo Machete Mixtape. Sempre in quell’anno entra a far parte del collettivo più importante della Brianza Emigrates Klan, con il quale realizza SemprEPeggio. Nel 2016 pubblica per Avantguardia, collettivo di Shablo, Mace, Pepsy Romanoff e Ok Rocco, About Nightmares and U, il suo EP d’esordio.
Nel 2016 comincia l’avventura con Priestess, producendo assieme a Ombra Buio Cosmico presente all’interno dell’EP di debutto dell’artista, Torno Domani – EP. Nel 2017 lavora con Ska alla realizzazione di un EP, #ftam. Nel 2018, con l’aiuto di PK, cura la strumentale de Lo Sai Che Ci Penso di Gemitaiz, certificata disco di platino dalla Fimi. Nel 2019 assieme a Kang Brulèe e Ombra lavora alla realizzazione dell’album d’esordio di Priestess, Brava. Sempre nello stesso anno, assieme a Kang Brulèe e Ombra cura le strumentali di Fuori E Dentro (feat. tha Supreme) di MadMan e Gemitaiz, certificata disco d’oro dalla Fimi e Karate (feat. Mahmood). Cura le produzioni di “Lontana da Te” assieme a Ombra e “Brigitte RMX” assieme a Ombra e Kang Brulèe, presenti nell’ultimo EP di Priestess “Rendez-Vous”.
Mario Spada nasce a Brescia nel ’92 e si trasferisce a Milano per studio, ma il cuore appartiene ancora a Brescia. Quando non legge libri suona la chitarra. Le sue influenze musicali variano dal blues al jazz e all’elettronica. Gola è il primo pezzo che esce con la collaborazione di Polezsky, amico da una vita.


TRACKLIST

  1. Superbia – Anatema
  2. Lussuria -Romeo Marchi, whoisgabco
  3. Avarizia – Kang Brulèe
  4. Accidia – Grindalf
  5. Ira – Hoovr
  6. Invidia – Jaze
  7. Gola – Polezsky, majo

CREDITI

Direzione artistica a cura di Marco De Pascale
Copertina e back cover a cura di Milkycrush
Visual a cura di Alma Polivarious, Andrea Leonessa
Attrice per Alma Polivarious: Valeria Palermo


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