
“Fiera d’Oltremare” Napoli, 23 luglio 2026 – L’estate napoletana ha trovato il suo punto di ebollizione all’Arena Flegrea per una delle date più attese del Noisy Naples Fest.
Il pubblico, che man mano che passano i minuti aumenta sempre di più, con un mix generazionale di fan della prima ora con la pelle d’oca e giovanissimi pronti a saltare — ha riempito la struttura ben prima del tramonto e subito dopo il live dei Bluvertigo.
C’era un’attesa quasi viscerale nell’aria, quella consapevolezza che quando gli Skunk Anansie salgono su un palco non si assiste a una semplice esibizione, ma a un vero e proprio rituale di pura energia.
Fin dal primo secondo, la band britannica travolge la platea come un uragano. Skin si presenta sul palco come una sacerdotessa guerriera, carismatica e visivamente magnetica con la sua particolare maglietta nera, affiancata dalla potenza monolitica della chitarra di Ace, dal basso incalzante di Cass e dalle rullate pesanti di Mark Richardson.
L’inizio è una detonazione sonora. Nessun preambolo: riff pesanti, ritmiche serrate e una presenza scenica dominante. Brani storici come Selling Jesus e I Can Dream mettono subito in chiaro le intenzioni della serata, scatenando il pogo nelle prime file.
La Voce di Skin è semplicemente aliena. A distanza di decenni dal loro debutto, la vocalità di Skin rimane un prodigio della natura: capace di graffiare con urla punk feroci per poi piegarsi a sfumature soul di una delicatezza disarmante.
Skin si conferma una delle frontwoman più generose e fisiche della storia del rock. COn la sua consueta “invasione di campo”, sino a raggiungere il fans dell’area ditro il pit-gold, il contatto con la folla è stato totale e costante, per buon doppio lavoro della security, tutti in corsa dietro di lei






L’area si trasforma in un coro unico sulle note dei loro inni più intimi e potenti, con il brano Hedonism (Just Because You Feel Good) accolto da un boato, cantata a squarciagola da migliaia di persone sotto il cielo di luglio per un momento di pura catarsi collettiva.
Seguono Weak con un’esplosione emotiva che ha dimostrato come questo brano non abbia perso un solo briciolo della sua forza dirompente e Charlie Big Potato, che ha rappresentato la chiusura perfetta.
Un crescendo epico ed elettronico che ha lasciato il pubblico sfinito ma visibilmente estasiato.
“Skin non si limita a cantare per il pubblico: ci entra dentro, lo scuote e lo trascina nel suo universo fatto di rabbia, amore e libertà.“
Gli Skunk Anansie a Napoli hanno firmato una prova di forza impressionante. Niente nostalgismo, nessuna concessione alla routine: solo rock altissimo, sudore e una passione viscerale che spazza via qualsiasi segno del tempo.
Un concerto devastante e indimenticabile, basta vedere le foto per capirne la dinamicità !
ALESSANDRO LONOCE
Photoset by: Alessandro Lonoce
Credits: Si ringrazia DVM COMUNICAZIONE per la cortese disponibiità e la perfetta organizazzione del Festival


































