
“Piazza Colonna” Trani, 21 agosto 2026 – il piazzale del Monastero di Santa Maria di Colonna a Trani si è trasformato in un grande salotto a cielo aperto, con il mare e le pietre secolari a fare da cassa di risonanza del tour “Rio Ari O Live”, un viaggio nella musica e nell’identità artistica di Luca Carboni.
Il cantautore bolognese ha portato in scena non un semplice concerto ma la storia di un artista che da mezzo secolo racconta le fragilità quotidiane con la leggerezza di chi ha imparato a conviverci.
Il concerto di Trani ha confermato una verità semplice quanto rara: quella di un artista che, dopo oltre quarant’anni, sa ancora trasformare le proprie fragilità in un linguaggio universale, capace di far cantare insieme, sotto lo stesso cielo.
Piazza gremita con generazioni diverse fianco a fianco, chi ha vissuto quei brani e chi li ha ereditati da genitori e fratelli maggiori, tutti uniti dallo stesso trasporto.
Attraversando decenni di successi, la scaletta ha proposto i grandi classici in una veste moderna e coinvolgente, regalando al pubblico un viaggio musicale deeply emozionante e partecipato.
Pochissime parole tra un brano e l’altro: Carboni preferisce affidare alle sue canzoni il compito di parlare al pubblico di una vita. Un dialogo fatto di note e ricordi che diventa la chiave di volta dell’intero concerto.
L’artista apre con Primavera, il brano prescelto come simbolo di rinascita dopo la malattia, per poi salutare la sala con un pensiero essenziale e sincero: “Sono felice di essere qui con voi”.
Il pubblico esplode in un lungo applauso che ferma la musica, una risposta calda e del tutto spontanea, arrivata dritta dal cuore.
Lo stesso succede con il testo Sto pensando, quando sul maxischermo compare la frase “Sto pensando che è bellissimo essere qua”.
Alle prime note di Ci stiamo sbagliando, brano d’esordio del suo album di debutto “…intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film” (1984), parte immediatamente il coro “Rio Ari O”. Non c’è bisogno di aspettare il ritornello: quelle canzoni appartengono ormai alla memoria di chi è sotto il palco.
I momenti di maggiore intimità che hanno raccolto il pathos più autentico della serata come Farfallina, Silvia lo sai, e Fragole buone buone sono state intonate da un coro sommesso e partecipe, quasi un respiro collettivo, mentre la voce del pubblico si sovrapponeva a quella dell’artista.
In quei brani si è sentita tutta la cifra più profonda di Carboni: la capacità di raccontare l’amore, la timidezza e la nostalgia con parole semplici che, a distanza di decenni, non hanno perso un grammo della loro verità.
Le potenti vibrazioni di La mia città e Inno nazionale, per poi toccare dell’emozione con Mi ami davvero e L’amore che cos’è.
Splende la solarità di Le ragazze affiancata dalla novità di Le storie d’amore in forma essenziale e acustica, dall’energia contemporanea di Luca lo stesso e dal momento struggente di San Luca, in un intenso duetto virtuale con Cesare.
Non sono mancati altri classici cari ai fan, da Chicchi di grano a Sarà un uomo, da Caro Gesù a Solarium: un catalogo che ha permesso a ogni fascia d’età presente di ritrovare il proprio pezzo di memoria.
La chiusura affidata a “Vieni a Vivere con me”, “Mare mare” e “Ci vuole un fisico bestiale” ha suggellato oltre due ore di musica con l’ultima ondata di entusiasmo collettivo.
Il congedo si è protratto a lungo tra applausi e cori scroscianti, in quel momento sospeso in cui il pubblico non vuole ancora lasciar andare la serata.
Una serata in cui la passione si è potuta toccare con mano e la magia si è fatta spazio, vera e autentica.
Più che la popolarità dei singoli brani, a vincere è il filo invisibile che quelle canzoni hanno saputo intrecciare con la vita delle persone, anno dopo anno.
“Amami ancora adesso sono sempre Luca lo stesso”.
MAURIZIO TARANTINO
Photoset by: Alessandro Lonoce
Credits: Si ringrazia Lucia Angelici Press per la cortese disponibilità e Tuttorock.com per la collaborazione.
































