
Festival Metropolitano Bari in jazz
RADIODERVISH
3 agosto ore 21.30
Selva di Fasano Minareto
“Il Sangre e il Sal”
Il senso umano della bellezza e della civiltà quotidiana
Questo lungo e ricco Festival Metropolitano Bari in Jazz 2018, che si è inaugurato a giugno ed è proseguito a luglio con concerti di grande impatto musicale, sempre declinati al femminile, ci riserva altri straordinari appuntamenti nel mese di agosto, tutti al Minareto della Selva di Fasano, con altri 4 concerti, tutti al Minareto della Selva di Fasano, e il concerto di Fiorella Mannoia a Fasano. Si comincia il 3 agosto con i Radiodervish e il loro ultimo album, Il Sangue e il Sal, un concerto ” mediterraneo” in collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese e il Comune di Fasano.
Il Sangre e il Sal è un modo di dire in lingua Sabir, l’antica lingua spontanea dei porti del mediterraneo, per indicare una condizione che è contemporaneamente l’appartenenza, il sangue che ci lega ad una famiglia, e lo sradicamento, il sale che il viaggio lascia addosso.
I Radiodervish hanno raccolto canzoni che come radici si avventurano alla ricerca di un Mediterraneo fatto da persone, non da nazioni, al fine di raccogliere il senso umano della bellezza e della civiltà quotidiana composta da gesti semplici come quello del contadino che con amore consapevole e sforzo coltiva la sua vigna o il suo uliveto o come quello del sindaco coraggioso che antepone i valori della bellezza e della giustizia alla sua stessa vita.
Gesti naturali ma allo stesso epici, che implicano fatica mentre tutti siamo impegnati nel nostro viaggio verso Itaca.
Echi di Kostantin Kavafis, Pier Paolo Pasolini, Mahmoud Darwish, Alekos Panagoulis, Charles Baudlaire, Pedrag Matvejevic, Omero, poeti che nei secoli hanno saputo interpretare questo spazio geografico e umano, si ritrovano in testi che suonano in diverse lingue e che culminano anche nel Sabir, la lingua dei porti estinta da quasi un secolo.
Il mare, gli echi della guerra, i check point, il vento, le onde e i suoni della natura fanno da sfondo a queste vicende umane cariche di antichi valori universali, un panorama che a tratti diventa paesaggio sonoro e che si intreccia con la musica.
Il Mediterraneo è uno scrigno che con le sue innumerevoli narrazioni può donarci dei piccoli gioielli preziosi esemplari per chi desidera ricevere nuove chiavi per interpretare e agire nei nostri giorni.
Un’ immersione nelle atmosfere reali con suoni d’ambiente che diventano musiche e testi i quali spesso traggono ispirazione da poeti che nei secoli hanno saputo interpretare questo spazio geografico e umano.
“Il Sangre e il Sal” è allo stesso tempo un perdersi e un ritrovarsi ricomponendo le tessere di un puzzle nuovo. La composizione del disco si è strettamente intrecciata con il lavoro teatrale del regista e attore Pino Petruzzelli al quale i Radiodervish hanno dato le musiche e che è diventato una pièce teatrale che li vede coprotagonisti dal vivo e che sta girando in Italia a partire dal gennaio 2018.
I racconti di vita e di morte, di amore e di astio, di guerra e di pace, di sogni e di speranze narrate nello spettacolo teatrale sono, in parte, il filo rosso lungo il quale si sono sviluppate le composizioni del nuovo disco.