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[Report & Photo] FIORELLA MANNOIA E IL SUO “COMBATTENTE TOUR” IRROMPE AL TEATROTEAM DI BARI CON UNA VENTATA DI DETERMINAZIONE 

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Teatro Team Bari, 14 aprile 2017 – Arriva Fiorella Mannoia con il “Combattente Tour” regalando due grandi spettacoli ricchi di emozioni e di vera musica italiana. Le luci si spengono e sul palco si posizionano i musicisti, mentre sullo schermo gigante nel fondo viene proiettato un filmato di presentazione del tour, riprendendo persino i passi che portano l’artista allo stage.

Fiorella si presenta al suo pubblico intrepido con la solita pettinatura anni 80 della sua rossa chioma, ma con uno stile bizzarro, apparentemente elegante: indossa un pantalone morbido nero e una giacca arricchita da un bavaro pieno di strass, lasciando vedere però la canotta del suo merchandising che porta al di sotto. Inizia subito con “I miei passi“, “I treni a vapore” e la celebre ” Caffè nero bollente” del 1981 durante la quale si lascia andare a strane movenze, trovando l’approvazione dei suoi fans che cominciano a scaldarsi.

 

A seguire si siede su uno sgabello e spende delle parole per introdurre “Nessuna conseguenza“, una delle canzoni del suo ultimo lavoro, dichiarando: “E’ diventato un disco a tema. All’interno troviamo tutte storie di donne che lottano, combattono per la propria dignità, a volte perduta“.  Nessun’artista donna in Italia come Fiorella sa interpretare ogni singola parola in maniera così convincente, sentita, carica, nessuna come lei sa convincerti che ciò che canta sia realmente possibile e realizzabile. Dal palco infatti punta il dito verso le donne delle prime file e con i suoi magnetici occhi azzurri è come se volesse veicolare loro la sua forza e determinazione.

E questo è lo spirito che la caratterizza in tutti i brani del suo album come “I pensieri di Zo“, scritta per lei da Fabrizio Moro, e “Combattente” introdotta da un video in cui persone di varie età spiegano chi è per loro nella vita un combattente.  Segue una piccola digressione sul suo precedente disco “Sud” ,di cui chiarisce il motivo ispiratore, presentando “In viaggio, canzone che racconta cosa prova una madre nel vedere il proprio figlio scomparire all’orizzonte senza la certezza di un ritorno, arrivando alla conclusione che “non c’è bisogno di essere madri di fatto per sentirsi madri”.

A questo e ad altri temi di importanza sociale si è sempre dedicata la Mannoia, con le sue canzoni e con le sue iniziative umanitarie, ma sicuramente è possibile notare un cambiamento del suo sound tradizionale per rimanere al passo con i tempi e con gli attuali gusti musicali senza però snaturarsi, dando voce ai testi di giovani talenti. Il grande spettacolo viene continuamente coadiuvato da visual colorati e spesso geometrici ,ma anche da particolari contributi video  dalla risoluzione cinematografica per i brani “Dal tuo sentire al mio pensare“, in cui appaiono due volti di profilo di attori di importanti fiction della Rai, e “Perfetti sconosciuti” colonna sonora del pluripremiato film di Paolo Genovese, durante il quale vengono proiettati primi piani dei protagonisti.

 

Il concerto continua con “Offeso“, pezzo di Niccolò Fabi, accompagnato sullo sfondo da una macchina da scrivere che batte gli articoli 1,2,4,11,21 della Costituzione italiana e poi con tante altre canzoni storiche dell’arista quali “Come si cambia“, “Siamo ancora qui” e “Le parole perdute“. La voce della Mannoia è talmente forte, sui generis, potente, camaleontica e perfetta da attraversare magistralmente tutta la sfera dei sensi e delle emozioni,  non solo nei suoi cavalli di battaglia ma anche in quelli dei grandi della musica italiana quali “La cura” di Franco Battiato, “Sally” di Vasco Rossi, “Felicità” e “Milano” di Lucio Dalla, durante i quali lei rimane in canotta e ormai il pubblico è in fermento.

Il live viene indubbiamente impreziosito dalla maestria della band formata di ineccepibili professionisti quali Davide Aru alla chitarra, Diego Corradin alla batteria e Bruno Zucchetti al pianoforte e alle tastiere, Luca Visigalli al basso,  Carlo Di Francesco alle percussioni, che con i meravigliosi nuovi arrangiamenti, spesso in chiave rock, danno vita ad un sound morbido e lineare.  Conclude con le famosissime “Quello che le donne non dicono” e “Il cielo d’Irlanda” concedendosi una lunga passeggiata per tutta la sala tra gli abbracci, i sorrisi e le lacrime di gioia dei fan, che le regalano anche delle lettere. Appare insomma molto più di un concerto: una vera esperienza emozionale collettiva dalla quale si esce sentimentalmente ed emotivamente arricchiti.

 “Grazie Bari, grazie per il calore di queste due serate

 

VIRGINIA CAPOZZI

 

Gallery completa by © Alessandro Lonoce

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Credits: si ringrazia Vurro Concerti srl (Ufficio Stampa: Mariagreca Colamartino) per la gentilissima disponibilità al servizio e l’ottima organizzazione dell’evento.

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