LivePuglia_2021News 2021ReportPhoto 2021

[Live Report] NICCOLO’ FABI al Locus FESTIVAL 2021 per un ritorno più riflessivo ed intimo.

Condividi

Locorotondo (BA), 31 luglio 2021 – Altra tappa all’insegna del tutto esaurito per il Locus Festival, ormai giunto alla sua XVII edizione.

Sabato 31 luglio è toccato a Niccolò Fabi tenere la scena, accompagnato da un quintetto d’autore di tutto rispetto, sebbene orfani di Cristina Donà, assente per un lutto, che avrebbe dovuto seguire  il cantautore romano nel recupero della tappa del festival del 2020, sospeso per le ragioni che tutti conosciamo.

Fabi rompe il ghiaccio tributando l’inizio del concerto alla stessa Donà a cui rivolge un saluto musicale: “Cristina non è potuta venire, qualcosa di più importante l’ha portata via da qui e il nostro modo per farle sentire la nostra vicinanza è cantare una sua canzone”, quindi, con la band, esegue una versione di UNIVERSO che trascina il pubblico nell’atmosfera del live già dalle prime note.

Tocca poi ad UNA SOMMA DI PICCOLE COSE, canzone con la quale Fabi coglie l’occasione per esternare al pubblico il suo pensiero sul proprio periodo artistico, poco creativo, ma ben più riflessivo che trova coronamento in un concerto che, a suo dire, è un modo di suonare canzoni già sentite dandovi un nuovo significato.

Il cantautore dimostra di sentirsi a casa in questo contesto, spostato per l’occasione nella coorte dell’Istituto Agrario “Basile – Caramia” di Locorotondo, nel quale si presenta da veterano.

Arriva, infatti, FILOSOFIA AGRICOLA a far luce sui concetti già anticipati, incorniciati dal verso decisamente iconico: “Verranno giorni limpidi come i brividi, quest’anno ritorneremo liberi
Come quelli che non sanno
”.

Il sestetto resta nel tema con E’ NON E’, per poi lasciare nuovamente la parola allo stesso cantautore  che propone ELEMENTARE, introdotta da un aneddoto sull’ispirazione della canzone che pare esser fluita autonomamente nel cuore di Fabi per una suggestione nata in un luogo a lui caro.

Dai primi minuti si fa notare il lavoro elegante e incisivo di un ispiratissimo Roberto Angelini, noto al pubblico per la sua GATTOMATTO, canzone del lontano 2003, il quale si alterna tra Lap Steel e chitarra elettrica costruendo dei dialoghi sonori davvero riusciti.

Quindi, arrivano IL PRIMO DELLA LISTA, LA PROMESSA, AMORI CON LE ALI, le quali caricano ancora emotivamente la serata con i testi radicalmente intimi, precisi nei riferimenti e gli arrangiamenti che, seppur semplici, conducono sempre ad aperture profonde, dense, capaci di evocare immagini e sensazioni che vanno spesso oltre la dimensione cantautorale del repertorio.

Il pubblico si scalda, in una serata già decisamente estiva, facendo il coro di UNA BUONA IDEA e intonando a ritmo il mantra che Niccolò invita a recitare con la sua DIVENTI INVENTI e, sulla scia del “fare assomigliare la tua vita ai desideri”, si lascia trasportare in una variazione che assume tinte prima reggae e poi rock.

Questo momento segna un passaggio  sottolineato dal preambolo di Fabi, il quale descrive se stesso come un esploratore e i musicisti sul palco come fedeli compagni nei cui occhi può sempre specchiarsi per cercare sincerità e a cui riconosce la libertà di usare le canzoni, a loro volta come specchi e finestre.

E’, quindi, il turno di Pier Cortese, cantautore, già co-autore di molti testi del repertorio recente di Niccolò, che propone la sua TE LO RICORDI, abbandonando momentaneamente il ruolo di comprimario come chitarrista e tastierista per sedersi alla voce principale.

Poi sono Roberto Angelini, chitarre e cori e Alberto Bianco, al basso e chitarre, meglio noto solo come “Bianco” a cantare rispettivamente CONDOR e FANTASTICO, entrambi assistiti dallo stesso Niccolò Fabi alla tastiera.

Di fatto il palcoscenico diventa una finestra alla quale si affacciano tanto gli spettatori quanto i musicisti protagonisti della performance, perfezionata da Daniele “Mr. Coffee” Rossi alle tastiere e Filippo Cornaglia alla batteria acustica e pad.

Fabi scende nel territorio insidioso della paura, intesa come sentimento da dominare, da urlare oppure vissuta in modo travolgente, come angoscia, tutti status che l’artista sente propri, quali elementi costitutivi della sua stessa natura.

Niccolò li esorcizza con due canzoni tra cui spicca VINCE CHI MOLLA, superbamente interpretata solo con piano e voce, riuscendo a cantare la fragilità con una delicatezza quasi poetica, dimostrando la maestria con cui sa maneggiare tali argomenti.

Il live è scandito da momenti di autentica immersione, aperture imponenti di synth e sottofondi, segnano il passo canzoni appassionate come COSTRUIRE o UNA MANO SUGLI OCCHI, SCOTTA con cui Niccolò ci ricorda che “L’arte non è una posa, ma resistenza alla mano che ti affoga”.

Arriva la commossa e commovente FACCIAMO FINTA, canzone rappresentativa di un momento significativo nella vita e nella carriera del cantautore romano, la quale, qualora ce ne fosse bisogno, dà la cifra del repertorio di Niccolò Fabi e rivela un uomo messo a nudo, prima che un artista desideroso di suggestionare il proprio pubblico.

Il cantautore ci conduce sani e salvi attraverso la tempesta, con lo sguardo fisso al suo orizzonte, ci lascia diolcemente la mano augurandoci buon viaggio mentre, suggestionati dalle sue atmosfere, riprendiamo a guardare il nostro orizzonte.

Chiudono le “uniche canzoni ballabili” della serata, le più radiofoniche  IL NEGOZIO DI ANTIQUARIATO e LASCIARSI UN GIORNO A ROMA, capaci staccare la platea dalla sedia e farla ballare e cantare sino alla fine del concerto, culminante  in uno scambio sincero di saluti tra Niccolò Fabi e i suoi affezionati i quali lasciano la bella location del Locus Festival di Locorotondo sazi di emozioni e col sorriso sulle labbra.

SERENA GRECO


Photoset by  ALESSANDRO LONOCE


Credits: si ringrazia BASS CULTURE srl per la gentilissima disponibilità al servizio e la perfetta organizzazione dell’evento.

Show More
Back to top button
error: Content is protected !!