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“L’Urlo” è il nuovo album auto prodotto del cantautore tarantino ALDO LOSITO: “Cantavo la disperazione e la rabbia, oggi canto la speranza”.

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Venerdì 3 dicembre 2021 è uscito su tutte le piattaforme L’Urlo, il nuovo disco del musicista e cantautore Aldo Losito, accompagnato dal video del singolo, Il tuo sorriso guarisce.

Il disco prodotto, scritto e suonato da Aldo LositoperLa Spia dello Ionio Suoni, ècomposto da venti canzoni con collaborazioni eccellenti quali Gary Wallis batterista Pink Floyd in Foresta di piume, Durga McBroom cantante dei Pink Floyd in L’ultimo respiro, Massimo Tagliata fisarmonicista non vedente (che ha suonato con Biagio Antonacci) e Cesko Arcuti leader degli Après La Classe in Niend e Nisciun (solo per citarne qualcuno).

Un progetto frutto di dieci anni di intenso e sofferto lavoro che ha dato vita ad un disco di rara bellezza, dove si scandagliano sentimenti. Una fotografia spietata della realtà dove a vincere è la speranza che cancella tutto il brutto del mondo:

…questo è l’urlo dei dispersi

contro il grasso delle panzeche ha coperto le coscienze

“È la mia reazione: è L’Urlo delle nostre coscienze alle ingiustizie clamorose del mondo, che dovrebbe fermarsi per invertire le cose. Se non si riesce a smuovere le coscienze, avremmo fallito tutti.

Abbiamo diviso l’atomo, ma non sappiamo dividere il pane”. 

Aldo Losito è “il cantautore” per antonomasia: un vero spirito libero, un don Chisciotte che impavido sfida le leggi di mercato lavorando come un vero artigiano di note e parole, per dieci anni, alla sua “creatura”. 

Il disco curato nei minimi dettagli non passa inosservato e la copertina illustrata da Silvia Pastano è un racconto: un vortice d’acqua che inghiotte e cancella, occhi spaventati e braccia tese, per non dimenticare.

A fare da guardiano, ricordandoci di non smettere di sperare, c’è un maestoso albero di Eucalipto Arcobaleno, che, ogni anno dopo aver completato la muta, si tinge di arcobaleno e con i suoi molteplici colori celebra la meravigliosa unicità dell’essere umano.

Il musicista e cantautore pugliese ha scelto per la sua musica la libertà. 

“La musica mi ha dato un posto dove andare in qualsiasi momento, quando sono triste e quando sono felice. Wunderkammer (camera delle meraviglie), ma anche camera di battaglie.

Sono alla ricerca di un mondo surreale, di fantasia, che per me è reale.

Lì, porto la mia vita, la mia esistenza. Il Fantasy è la parte magica che toglie il brutto dalle cose. Quando ho scritto Taranto (fra la quiete, l’infinito) l’ho sognata libera dall’Ilva”.

I testi, mai per caso, mai banali, hanno parole cariche di significato e forza, per comunicare, trasmettere messaggi e raccontare storie.

Un lavoro incredibile di cesello su ogni nota e ogni particolare che rendono questo lavoro del cantautore pugliese, la sua “opera perfetta” che definisce così: “Suoni autentici e vita reale, per un viaggio fantasy rock verso ciò che non finisce”.

Il tuo sorriso guarisce è il singolo che ha il compito di accompagnare con il suo video la pubblicazione de L’Urlo: “Ho scritto questo brano con una culla accanto, in quello che, finalmente, era il mio studio e il nido, della mia musica e della mia famiglia.

L’ultima in ordine di tempo, che ho volutamente messo al primo posto nell’album. Questo brano dedicato alla mia bambina cancella in parte il dolore de L’Urlo, rimettendo al centro la speranza che è la vera protagonista”.

Un disco che vale la pena di ascoltare, ma anche di avere tra le mani, leggerne i testi e sentirne l’odore. 

Un grazie speciale ad Angelo Guagnano, chitarrista e produttore di suoni, che ha creduto in me e nel mio progetto.

Ringrazio Dio, la mia famiglia e i miei amici

Ho camminato sui prati a piedi nudi

ho guardato il cielo di notte

ho abbracciato gli alberi

ho respirato forte in un bosco

ho corso in spiaggia contro il sole

ho urlato i miei tormenti al mare

ho resistito a lungo immerso in un fiume ghiacciato

… a Monica e Irene



“La musica mi ha dato un posto dove andare in qualsiasi momento. Quando sono triste, quando sono felice. Wunderkammer, ma anche la camera delle battaglie.

Sono alla ricerca di un mondo surreale di fa

Aldo Losito nasce a Mottola in provincia di Taranto, in una famiglia di musicisti; questo, invece di avvicinarlo alla musica sortisce su di lui, una sorta di rifiuto verso gli strumenti che riceve in regalo.

Il suo spirito libero non lo salva, però, da quello che è un destino già scritto e una passione che nonostante tutto, prende il sopravvento e il colpo di fulmine arriva, quando sente suonare la chitarra elettrica: 

“Ad affascinarmi è stata la chitarra elettrica, che sentii suonare in uno dei tanti garage, dove negli anni ’90 si faceva musica.

A dodici anni ho cominciato a prendere lezioni di chitarra e pochi mesi dopo suonavo e cantavo in una band.

Ero il più intonato a scuola; per questa ragione venivo chiamato a cantare. A quattordici anni feci un provino, con ragazzi che avevano almeno quattro o cinque anni più di me e poco dopo ho scritto il primo pezzo rock: da lì non mi sono più fermato”. 

Aldo fa il cameriere pur di essere indipendente e continua suonare anche quando i componenti della band partono ad uno ad uno per militare.

Con non pochi sacrifici si compra una chitarra elettrica, forse per consolarsi dalla delusione di vedere poco alla volta mollare tutti.

“Ad un certo punto, da rockettaro convinto, ho scoperto il cantautorato italiano e la sua poetica. Le cose più belle le ho sentite proprio dai rocchettari, quando abbassano la guardia, addolcendosi.

Ho cominciato a guardarmi dentro, a scavare per capire quale fosse la mia identità, che sapevo essere unica: dovevo solo trovarla.

A vent’anni fondai un’altra band che questa volta suonava la mia musica. Poi il solito giro di “giostra”: tante promesse, un’etichetta e il primo contratto.

Tanto lavoro, pochissimi soldi e parole alle quali non seguirono mai fatti. Fu la fine del gruppo ed io, andai per la mia strada”.

Aldo lavora sempre molto e nella sua Puglia ottiene un bel successo ed una certa notorietà che in qualche modo lo ripaga delle delusioni. 

Poi Sanremo e cinque finali, l’ultima volta nel 2010 con Se potessi, una poesia in musica che lo fece entrare di diritto nella compilation di Sanremo.

È stato protagonista dei Radio Tour estivi di Ciccio Riccio, Radio Norba Battiti Live e Festival Show di Venezia. Ha aperto concerti importanti quali quello di Franco Califano, Fabrizio Moro, Gianluca Grignani e Le Vibrazioni tanto per citarne alcuni.

Un incontro casuale e una proposta per firmare un contratto a Milano sembrano finalmente spalancare per il cantautore le porte che invano fino a quel momento aveva cercato di aprire.

In molti sono interessati a lui e alla sua musica, ma seguono tre anni, forse i più difficili per lui: non pubblica nessun brano, la sua carriera sembra essere bloccata in un fermo immagine, una firma, ancora una volta, su un contratto inutile.

Per un anno resiste, facendo cose commerciali che gli danno da vivere, ma non gli appartengono e poco alla volta sente la sua musica soffocare:

Non potevo sacrificare la mia musica in cose che non mi rendevano felice, rendendomi conto che non avevo più la mia vita.

Sono scappato dai copia incolla, da chi cercava giri armonici o rime che funzionassero.

Tornai in Puglia e la prima cosa che scrissi, fu un brano in dialetto per celebrare il ritorno a casa, mescolandolo con il francese.

Ho aperto il mio studio di registrazione dedicandomi totalmente al mio progetto. Ho messo insieme tutte le mie esperienze, ritrovandomi, finalmente”.

Aldo, comincia a lavorare da battitore libero, al suo disco L’Urlo composto da venti canzoni dove ci sono collaborazioni come Foresta di piume con Gary Wallis batterista Pink Floyd, L’ultimo respiro cantato con Durga McBroom (cantante attuale dei Pink Floyd), Massimo Tagliata fisarmonicista non vedente che ha suonato con Biagio Antonacci, solo per citarne qualcuno.

Un progetto che è il frutto di dieci anni di lavoro, intenso e di una rara bellezza, dove si scandagliano sentimenti, ma dove a vincere è la speranza, che cancella tutto il brutto del mondo.

Il musicista e cantautore pugliese ha scelto per la sua musica la libertà. Aldo Losito è “il cantautore” per antonomasia: un vero spirito libero, un don Chisciotte che impavido sfida le leggi di mercato, lavorando come un vero artigiano di note e parole, per dieci anni alla sua “creatura”.

I testi mai per caso, mai banali, hanno parole cariche di significato e forza, per comunicare, trasmettere messaggi e raccontare storie. 


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