LIVEPUGLIA_2026NEWS_2026REPORTPHOTO_2026

Il minimalismo del mito: IOSONOUNCANE e GAIA ROLLO a Castel del Monte.

Condividi

“Castel del Monte Andria, 18 luglio 2026 – Ci sono sere destinate a smontare ogni certezza. Chi è salito ieri sera, 18 luglio 2026, sulla collina di Castel del Monte si aspettava la consueta, tellurica tempesta di sintetizzatori, campionamenti e percussioni industriali a cui IOSONOUNCANE (Jacopo Incani) ci ha abituati negli ultimi anni.

Trovare sul palco solo due microfoni e due chitarre acustiche è stato uno shock.

Eppure, spogliare la musica di ogni sovrastruttura per lasciarla nuda di fronte all’ottagono di pietra federiciano si è rivelata una scelta di una potenza devastante.

Una scommessa radicale, condivisa fin dall’apertura con Gaia Rollo.

Al crepuscolo, con il vento della Murgia che cominciava a rinfrescare l’aria, Gaia Rollo è salita sul palco stringendo al petto la sua chitarra acustica.

Abituati a vederla muoversi tra loop e stratificazioni elettroniche, la cantautrice pugliese ha accettato la sfida del “vuoto” con un coraggio da veterana.

Il suo set è stato un brivido di rara delicatezza. La sola chitarra acustica, suonata con un picking pulito ma emotivo, ha fatto da scheletro a una voce che ha trovato nelle mura calcaree del castello una cassa di risonanza naturale e straordinaria.

I suoi brani, spogliati di tutto, hanno rivelato una scrittura melodica purissima. Un’apertura sussurrata, che ha costretto il pubblico a un silenzio quasi devozionale, azzerando le distanze tra palco e platea.

Quando il buio ha avvolto il castello, Jacopo Incani si è presentato da solo. Senza la fida band, senza macchine. Solo lui, una chitarra acustica e una sedia.

Chi pensava che il minimalismo avrebbe spento la ferocia della sua musica si è dovuto ricredere dopo pochi accordi.

La scaletta ha subito una metamorfosi radicale.

I brani di IRA e del repertorio più recente, privati dell’elettronica, sono diventati dei blues ancestrali, dei canti folk aridi e spettrali che sembravano provenire da un’altra epoca.

La Voce e il Corpo: Senza il muro del suono a proteggerlo, la voce di Incani è emersa in tutta la sua lancinante e teatrale crudezza. I testi in lingua inventata hanno perso la spinta industrial per assumere il carattere di un lamento sacro, di una preghiera solitaria recitata tra le rovine.

La Chitarra Percussiva: L’acustica non è stata usata per un semplice “unplugged” d’accompagnamento. Incani ha percosso il legno, ha cercato dissonanze, ha violentato le corde per ricreare la tensione e la dinamica dei suoi dischi.

La violenza di brani come Jabal si è trasformata in una tensione psicologica palpabile, trattenuta a stento dal legno dello strumento.

isivamente, l’impatto è stato spiazzante: un uomo solo, illuminato da un singolo faro bianco, e alle sue spalle l’immensità geometrica di Castel del Monte.

Le ombre della chitarra proiettate sulla pietra sembravano i geroglifici di un rito antichissimo.

Il silenzio del pubblico è stato il vero valore aggiunto della serata: tremila persone immobili, col fiato sospeso per cogliere ogni minima vibrazione della corda o dello sforzo vocale di Incani.

Non è stato un concerto acustico, è stato un atto di esorcismo. IOSONOUNCANE ha dimostrato che la sua musica non ha bisogno di artifici per fare paura e commuovere: bastano il legno, le corde e la verità.”

Quello del 18 luglio 2026 a Castel del Monte non è stato il solito live, ma un evento irripetibile. La scelta di Gaia Rollo e IOSONOUNCANE di presentarsi nudi, armati solo di chitarra acustica, ha trasformato la fortezza di Federico II nel teatro di un miracolo folk-drammatico.

Chi c’era ha assistito alla dimostrazione che la grande musica abita nello spazio vuoto tra le note. Indimenticabile.

ROBERTO LARUCCIA


Photoset by: Roberto Laruccia

IOSONOUNCANE

GAIA ROLLO


Credits: Si ringrazia BASS CULTURE per la cortese disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

Mostra di più
Pulsante per tornare all'inizio
error: Content is protected !!