
“La Valle dell’Asso” è il nuovo atteso album del salentino Carmine Tundo, uno degli artisti più amati del cantautorato indie degli ultimi anni, leader de La MUNICIPàL (con cui sta registrando il quinto album in studio) e di tanti altri progetti molto interessanti come Mundial (in uscita con il secondo disco) e Nu Shu.
Attivo come musicista dal lontano 2006, recentemente è stato anche responsabile musicale di alcuni importanti programmi televisivi in onda sui canali Rai, tra cui “Tonica” condotto da Andrea Delogu e l’edizione 2022 di “Meraviglioso Modugno”, mentre con la La Municipàl ha realizzato la sigla del programma di Rai Due “Magazzini musicali”, condotto da Melissa Greta Marchetto.
“La Valle dell’Asso” è il suo quarto album solista con il moniker Carmine Tundo, in uscita il 19 Aprile per la label pugliese Discographia Clandestina con distribuzione ADA Music Italy, in streaming, digital download, compact disc e vinile.
10 piccoli gioielli in bilico tra indie, folk e cantautorato, accompagnati da testi che sono delle vere e proprie fotografie in musica.
L’album è stato registrato con l’obiettivo di ottenere un suono vintage e caldo. Oltre gli strumenti standard come batteria, basso e chitarre, sono stati inseriti infatti strumenti della tradizione come mandolino, mandola, fisarmonica, tamburello, tamborra ecc, per dare una sfumatura particolare e ricercata al suono.
Editing e missaggio sono stati curati da Guglielmo Dimidri presso “Il cantiere Lab” di Cutrofiano (LE), mentre la fase finale è stata affidata alle sapienti mani dello statunitense Justin Perkins, tecnico di mastering tra i più acclamati a livello mondiale.
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Ma perché questo titolo? A parlarci invece del concept alla base del disco è lo stesso Carmine Tundo:
La Valle dell’Asso è una valle che costeggia il canale dell’Asso, piccolo torrente che taglia in due il Salento e non sfocia mai nel mare.
Partendo da questa suggestione è nato l’omonimo concept album, che prende spunto dai racconti di una contea immaginaria rimasta ancorata in un tempo antico, tranquilla e silenziosa che sorge lungo le ripe fertili del cuore della provincia leccese. In questa malinconica contea, storie d’amore e passione si consumano nel silenzio dei campi appena arati.
L’ album è composto da dieci canzoni, collegate tra loro in un flusso musicale ed emotivo lento e rassicurante, alternato da incursioni ironiche e più movimentate, come ne “La chiesa madre di Galatina” in cui viene descritto il modo di pensare spesso malizioso delle piccole cittadine di provincia del sud.
Il sound acustico del disco, commistione tra cantautorato classico e folk, accompagna emotivamente i testi romantici ed irriverenti, tessendo trame inaspettate come ne “L’arcangelu Michele”, brano scritto in dialetto salentino, che racconta la presunta storia clandestina tra l’arciprete del villaggio e una giovane donna promessa in sposa.
Ad anticiparne l’uscita, due singoli di successo come “Tempesta” e “Il Primo Raccolto”, accompagnati da altrettanti videoclip rigorosamente in bianco e nero, capaci di rispecchiare alla perfezione le atmosfere e il mood evocati dall’ascolto dell’album.
Occhio alle emozioni, e buon viaggio !
