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BEAT: l’incredibile supergruppo formato da Adrian Belew, Steve Vai, Tony Levin e Danny Carey — è atterrato nel capoluogo pugliese.

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“Fiera del Levante” Bari, 3 luglio 2026  – Ci sono sere in cui la storia della musica smette di essere un reperto da teca e torna a respirare, a picchiare duro, a reinventarsi. Quella del 3 luglio 2026 alla Fiera del Levante di Bari è stata esattamente una di queste sere.

Il progetto BEAT — l’incredibile supergruppo formato da Adrian Belew, Steve Vai, Tony Levin e Danny Carey — è atterrato nel capoluogo pugliese per celebrare la leggendaria trilogia anni ’80 dei King Crimson (Discipline, Beat, Three of a Perfect Pair).

Il risultato? Molto più di un’operazione nostalgia: un trionfo di tecnica, precisione millimetrica e pura energia rock.

Vedere questi quattro pesi massimi condividere lo stesso palco fa un certo effetto prima ancora che si accendano gli amplificatori.

La chimica visiva e sonora tra i musicisti si è rivelata immediata e devastante:

Adrian Belew: Il collante emotivo del gruppo. Con la sua solita energia contagiosa e i suoi iconici suoni “animaleschi” estratti dalla chitarra, ha guidato le parti vocali con una freschezza disarmante.

Steve Vai: Chiamato a interpretare le geometrie cerebrali e spietate di Robert Fripp. Vai non ha cercato di clonare il maestro, ma ha iniettato il suo tocco fluido, i suoi legati alieni e la sua teatralità, rendendo brani storici incredibilmente moderni.

Tony Levin: L’immancabile pilastro. Vedere Levin padroneggiare il Chapman Stick e i Funk Fingers sul basso in brani come Elephant Talk è una lezione di stile, groove e classe senza tempo.

Danny Carey: Sostituire l’intreccio percussivo di Bill Bruford e l’apporto di Pat Mastelotto era un’impresa titanica. Carey (in prestito dai Tool) ha affrontato il repertorio con una potenza tribale e una precisione matematica che hanno letteralmente fatto tremare le fondamenta della Fiera.

La scaletta è stata una cavalcata implacabile attraverso poliritmie complesse e melodie pop stranianti.

Il pubblico barese (e i tantissimi arrivati da tutto il Sud Italia) ha risposto con un calore oceanico, riempiendo lo spazio della Fiera del Levante e accogliendo ogni brano con ovazioni da stadio. La produzione audio è stata impeccabile: ogni nota dello Stick di Levin e ogni intricato ricamo delle chitarre era perfettamente distinguibile, nonostante la complessità dei volumi in gioco.

I BEAT non hanno semplicemente “coperto” il repertorio dei King Crimson; lo hanno preso, rinfrescato e suonato con la fotta di una band di ventenni combinata con l’esperienza di chi ha scritto i manuali del rock progressivo.

Un concerto monumentale. Chi c’era ricorderà il 3 luglio 2026 come la sera in cui Bari è diventata, per un paio d’ore, la capitale mondiale del prog rock. Promossi a pieni voti, con lode.

ALESSANDRO LONOCE


Photoset by: Alessandro Lonoce


Credits: Si ringrazia D’Alessandro & Galli e BASS CULTURE per la cortese disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

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