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AREZZO WAVE PUGLIA: Vince sul “fil di lana” la Finale Regionale il coratino KAPUT BLUE

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Mat laboratorio urbano di Terlizzi, un conclave rovente per energia e partecipazione del pubblico.

Il contest

Il contest è da sempre molto atteso ed ambito, data la possibilità di suonare nell’edizione 2019 della famosa manifestazione musicale toscana – il festival alternativo più longevo d’Italia, Arezzo Wave Love Festival – ma dallo scorso anno è ancor più bramato poiché offre al vincitore la possibilità di calcare i palchi di rinomate kermesse musicali nazionali, nonché quello maestoso ed indimenticabile del Primo Maggio di Roma.

Sono state sei le band a competere per rappresentare la Puglia nella finale nazionale, una per provincia. Fin dalle prime note le orecchie di pubblico e giuria hanno respirato una qualità artistica molto alta, sia per proposta musicale che per la sicurezza che hanno dimostrato sul palco tutte e sei le band concorrenti. Il live è stato aperto dalla suggestiva ed intensa performance dei baresi Good Moaning, per continuare poi con Turco, cantautrice tarantina dalle ritmiche elctro-pop; è stata poi la volta dalla BAT con Kaput Blue, tanto giovane anagraficamente quanto grande sul palco; a seguire gli Icebox, giovanissima band foggiana; i Respiro, una bellissima sorpresa da Lecce; per chiudere gli energici e “funkeggianti” Funketti Allucingeni da Brindisi.

Il verdetto

La giuria, composta  da Gaetano Camporeale, musicista e produttore discografico nonché tastierista della band di Caparezza, i musicisti e produttori Alessio Virno e Vanni Sardiello, Fabio Gesmundo, responsabile del MAT di Terlizzi e Premio Maggio, Alessandro Lonoce, recensionista, fotografo di Music live e direttore di Puglia Music, ha avuto più di qualche grattacapo per eleggere un solo vincitore. Il podio è stato occupato al terzo posto dai baresi Good Moaning, al secondo posto dai leccesi Respiro, mentre il gradino più alto ha accolto il coratino Kaput Blue, che ha dimostrato un importante presenza scenica, accompagnata da una proposta musicale ed artistica così curata da non aver nulla da invidiare a tante altre celebrate produzioni internazionali. Tuttavia va segnalato che le prime tre posizioni si sono discostate di un solo voto l’una dall’altra.

Una serata bellissima, impreziosita dalla presenza del grande Caparezza che non ha perso l’occasione di scoprire nuovi talenti e musica originale, il tutto commentato in diretta radiofonica su RKO www.rkonair.com da Paola Pagone e Vanni Sardiello.

Ora per Kaput Blue, ovvero Antonio Caputo, classe 1994, inizia una nuova avventura  e tante nuove opportunità lavorative in Italia e all’estero per un progetto discografico, nato nell’agosto 2017 con Uponcue e Angapp Music. Tutti gli aggiornamenti ora sono sulla pagina del festival www.arezzowave.com, sulla pagina Facebook “Arezzo Wave Puglia” e su www.rkonair.com .

Il responsabile pugliese della Fondazione Arezzo Wave, Carlo Chicco, si è tolto qualche curiosità intervistando Antonio Caputo, il vincitore di questa fortunata edizione del contest, per RKO.

L’intervista

Come è nato il progetto e quando hai progettato “Kaput Blue”, da quale background musicale arrivi?

KB: Kaput Blue nasce ad agosto 2017, quando Syncro (componente del duo di producers “Uponcue”) mi invita nel suo studio per ascoltare delle mie demo. Ho fatto un brainstorming della mia vita e l’ho intitolato “Kaput Blue”.

Nel progetto sei affiancato da due noti produttori di musica elettronica, molto noti. Come è nata la collaborazione con loro?

KB: La collaborazione con loro è stata una delle cose più naturali del mondo. “Wow, ci piaci ma.. cosa scrivi?” Ho scritto per loro quattro canzoni e ad occhi chiusi ho aspettato il tempo necessario alla produzione del concept, per capire in che panni mi vedevano. La cosa più incredibile è stata poi ascoltare i loro abiti sonori. Abiti che avrei indossato da sempre.

Una produzione importante la tua, curata nei minimi particolari, dalla musica ai video. Cosa ti ha spinto ad alzare così tanto l’asticella della qualità del tuo progetto, nella musica ma anche nella sua “estetica”? Credo ci sia un idea ed un immaginario molto forte e lo dimostri sul palco.

KB: Mettere il meglio di noi nel progetto “Kaput Blue” era una prerogativa necessaria e presente sin dai primi momenti. Posso dirti che viaggiamo oltreoceano; ci siamo sempre poco riferiti al mercato nazionale semplicemente perché ascoltiamo e destrutturiamo brani principalmente esteri. E’ stato interessante distribuire il nostro progetto ed il nostro live qui in Italia e vedere che reazioni aveva il pubblico volta per volta.

Molta personalità, padronanza sul palco che sembra esattamente il tuo habitat naturale

KB: Il palco è il mio “personal Jesus”. Ho imparato da lui da quando son piccolo. Mi son gettato in delle situazioni live che neanche immagini! (ahah) tutto questo per mettermi i bastoni fra le ruote ogni volta e capire cosa si riesce a comunicare essendo qualche metro sopra il terreno (materialmente parlando!). Fidati, è uno spettacolo eccitante vedere tutti sotto a cantare insieme.

Meglio il live con la band però!

KB: Ovvio! Il live con la band ci rassicura; loro sono il mio letto fresco in estate! Contestualmente abbiamo bisogno ognuno dell’altro per dare un live d’impatto e per dare il massimo. Ergo, concordo!

Hai vinto Arezzo Wave in Puglia, scelto tra band molto brave. Così di fatto inizia una nuova avventura, come hai vissuto questa esperienza e cosa ti aspetti ora

Sono una persona solitamente onesta quindi ti dirò: nella prima fase l’ho vissuta davvero come un gioco, una serata tra amici e per conoscere gente nuova. Appena in via del tutto inaspettata abbiamo sentito “Kaput Blue vincitore” le cose sono un po’ cambiate e ho pensato che magari vale la pena divertirsi ancor di più! Per me tutto questo è un gioco, un modo per divertirmi ed allo stesso tempo studiare cosa mi circonda. Sono solitamente molto attento a tutto questo.

Mi aspetto ovviamente di spaccare quel gran palco! Ci siamo, arriviamo!

Fonte: APS Microsolco

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