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Un’alchimia senza tempo al “Palaflorio” di BARI per il debutto trionfale della prima di “Notre Dame de Paris”.

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“Palaflorio” Bari, 6 novembre 2026 – C’è un filo invisibile ma indissolubile che lega l’opera popolare firmata da Riccardo Cocciante e Pasquale Panella al pubblico pugliese.

La prima data, della lunga serie in programma sino al 15 novembre a Bari, di Notre Dame de Paris al Palaflorio ne è stata l’ennesima riprova: un’esplosione di energia, acrobazie mozzafiato e una potenza vocale che ha risucchiato il palazzetto in una dimensione quasi mistica.

Fin dai primi accordi dell’ouverture, la sensazione è quella di non assistere a un semplice musical, ma a una gigantesca cattedrale sonora in movimento.

Le imponenti scenografie che riproducono la facciata della cattedrale parigina dominano il palco del Palaflorio, valorizzate da un disegno luci dinamico e maestoso.

Gli elementi mobili, le campane fluttuanti su cui gli acrobati si arrampicano sfidando la gravità e i muri che diventano pareti per i breaker creano una tensione visiva costante.

l cuore pulsante della serata risiede nella resa vocale dei protagonisti:

Quasimodo: Rende in modo sublime l’intensità del dolore e della delicatezza del goffo campanaro. La sua interpretazione di “Bella” e la disperazione finale in “Balla mia Esmeralda” hanno strappato applausi a scena aperta.

Esmeralda: Incarna con grazia e sensualità la spinta di libertà e giustizia della giovane zingara. La sua voce in “Vivere per amare” arriva pulita e d’impatto.

Frollo & Phoebus: Straordinario il contrasto tra l’oscurità del pio arcidiacono roso dal desiderio e la vana arroganza del capitano delle guardie.

Clopin & Gringoire: Il primo trascina la folla con l’impeto dei clandestini; il secondo si conferma impeccabile narratore e guida poetica per l’intero spettacolo, scaldando subito il palazzetto con “Il tempo delle cattedrali”.

Se la musica e le voci pongono le fondamenta dello spettacolo, a dargli vita sono gli acrobati, i ballerini e i breaker.

Il corpo di ballo muove la scena con una precisione chirurgica e una carica fisica travolgente: i salti sulle transenne, le evoluzioni aeree e il ritmo incalzante non lasciano mai un attimo di tregua allo spettatore.

Nonostante l’acustica dei palazzetti possa talvolta rappresentare una sfida, l’allestimento audio del Palaflorio ha garantito una spinta sonora avvolgente e nitida, capace di far vibrare il petto sulle note più drammatiche.

La serata si è chiusa con un’immancabile standing ovation da parte di un Palaflorio pieno di fans di ogni età.

Un debutto barese che conferma ancora una volta quanto Notre Dame de Paris non sia soltanto uno spettacolo, ma un rito collettivo in grado di emozionare generazioni diverse con la stessa primordiale intensità.

ALESSANDRO LONOCE


    Photoset by: Alessandro Lonoce


    Credits: Si ringrazia Words for You per la cortese disponibilità e Vurro Concerti per la perfetta organizzazione dell’evento.

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