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MORGAN al “Palazzo Beltrani” di Trani.

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Palazzo Beltrani” Trani, 3 settembre 2023 – All’indomani delle luci ed ombr.e del concerto di Selinunte e dopo il concerto a Pescara che ha aperto il festival Dannunziano, domenica 3 settembre Morgan è stato ospite a Trani presso Palazzo Beltrani per deliziare il pubblico col suo piano recital.

Marco Castoldi in arte Morgan, si presenta al pubblico di Trani per le 21.25 venendo accolto da una pioggia d’applausi e grida d’incoraggiamento, quindi riconoscente si inchina spiegando di conservare un bellissimo ricordo di Trani risalente agli anni dei Bluvertigo, bel ricordo che andrà ad aggiungersi a quello di stasera.

In frac con pantaloni leggermente scintillanti, l’artista prende posto sullo sgabello e subito le sue dita leggere, ispirate dalla musica che stanno sprigionando, iniziano a sfiorare velocemente i tasti del pianoforte cominciando a creare l’architettura del suo spettacolo in cui gli unici strumenti saranno voce e pianoforte, davanti un semplice sfondo nero.

I concerti di Morgan si distinguono da quelli che siamo abituati a frequentare, non hanno un’apparente scaletta e i brani (cover, rivisitazioni, proprie produzioni) sono uniti dal un fil rouge poetico che l’artista cuce con semplicità e al contempo profondità.

Per accontentare tutti non può mancare “l’Assenzio” dei Bluvertigo, come “Altrove” del suo primo album solista Musica per Appartamenti.

Nel pieno del concerto Morgan delizia il pubblico con la sentita cover di “Life on Mars” del duca bianco passando per “Il mio Regno” di Lugi Tenco; queste due reinterpretazioni sono intervallate dal monologo del tempo in cui partendo dal concetto di stella, il cantautore milanese spiega come noi riponiamo sogni e speranze in qualcosa (le stelle) che sono morte eppure le vediamo e ci ispirano.

Stesso concetto astratto che si ripercuote nella musica e nell’arte in generale, la bellezza è eterna spiega Morgan, è l’arte è universalmente sempre attuale perché come oggigiorno anche all’epoca di Mozart o Bach la gente amava, si ammalava si feriva e sorrideva di fronte a una canzone così come ancora noi di fronte un brano datato decadi o secoli.

A parlare e cantare ovviamente la gola si secca presto, quindi ecco servito a Morgan un calice di vino, ciononostante il cantautore è dell’idea che niente disseta più dell’acqua ma avendo a disposizione il vino cita Baudelaire dicendo che “chi non beve vino ha un segreto da nascondere” e quindi che vino sia.

Un’altra reinterpretazione Morgan la recupera dal repertorio di Boy George, la canzone è Victims e prima di eseguirla coglie l’occasione per prendere ancora le distanze dalla frase spiacevole sfuggita dall’impeto a Selinunte.

Su questa scia aggiunge “Non mi dire chi sei” di Umberto Bindi spiegando la discriminazione dell’artista accusato di omosessualità iniziata con l’indossare un “particolare” anello durante il lontano Sanremo ’61.

Per le 23.00 circa dopo un’ora e mezzo di concerto l’artista ricambia gli applausi del pubblico saluta ed esce, mentre la gente continua a chiedere bis, speranzosa di vederlo quanto prima dato che era stato annunciato un concerto di due ore.

Passano i minuti ma ancora nulla, quindi il timore che il concerto sia veramente terminato inizia a serpeggiare fra il pubblico, nel frattempo qualcuno si alza in cerca di notizie da dietro le quinte e torna dicendo “il contratto era di due ore, lo stanno convincendo per salire e continuare”.

Proprio mentre molti scoraggiati e tristi iniziano ad alzarsi e andarsene che con molta nonchalance, senza giacca e mangiando qualcosa Morgan ricompare sul palco cogliendo tutti di sorpresa: la gente ride e applaude.

“Battiato mi spezza il Cuore” e “L’era del Cinghiale Bianco” sono le due canzoni dopo il ritorno, terminate queste il pubblico sa che non può ricevere di più dall’artista spremuto e prosciugato dalla musica e dalle emozioni che aveva riservato per Trani, con educazione e gioia Morgan rimane qualche altro minuto sul palco per foto e autografi poi saluta tutti con un <<Grazie, voi mi fate stare bene>> e si materializza nel buio dello sfondo del palco.

Leonardo DeLarge



Credits: Si ringrazia l’Ufficio stampa del Palazzo delle Arti Beltrani per la cortese disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

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