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[Intervista-Recensione] NINFEA in “Superstite”: Dieci tracce dai toni “adirati” e “infastiditi” verso chi sfrutta le risorse del nostro pianeta arricchendosi, mentre lasciano povertà e miseria dove mancano interessi economici.

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Dieci brani in scaletta dove troviamo pezzi dall’animo più placato e meditato (“Apnea” e “Invisibile”), maggiormente vivaci e distorti (“Dogma”, “Miss Violet” e “Teste Di Plastica”) o raffinati e originali (“Veleno Di Seta”) ne fanno un album pieno di grinta e passione, che trasmette emozioni per chi ha vissuto l’epoca d’oro del grunge o stimola le nuove generazioni ad un ascolto attento e piacevole.
Brani colmi di rabbia cantati in un italiano interpretativo con  la roca voce di Alessio (autore dei brani). Sarebbe stato auspicabile curare di più la registrazione della voce, che da più l’idea di sottofondo alla musica e non da protagonista vera e propria, visto che si percepisce il grido di rabbia che i testi impongono. Dieci tracce dai toni “adirati” e “infastiditi” verso chi sfrutta le risorse del nostro pianeta arricchendosi, mentre lasciano povertà e miseria dove mancano interessi economici.

 

Ninfea2

 

Ciao e benvenuti tra le pagine di Pugliamusic.it. partirei subito con una breve presentazione ai nostri lettori. Come nascono e chi sono i Ninfea?

Salve, i NINFEA sono una band pugliese proveniente dall’area ionica (Taranto), nascono nel 2001 come “Glimpse”. Nel 2004 decidemmo di scrivere testi in madrelingua e di conseguenza cambiammo il nome alla band. Oggi mastichiamo tutto ciò che può essere definito rock e i suoi derivati.

Avete pubblicato quest’inverno l’album “Superstite”, qual è stato il percorso per raggiungere quel traguardo e cosa ha rappresentato per voi?

Si, “Superstite” è il nostro nuovo album (il secondo ufficiale). Venivamo da una situazione difficile, una storia un pò lunga…nel gennaio 2014 la band venne sciolta, poiché la line-up non andava come doveva. Pochi giorni dopo, mi chiamò Francesco (storico e attuale batterista) e decidemmo di fare una prova per divertirci. Dopo appena due mesi avevamo pronto il nuovo album! Questo disco è il frutto dell’esperienza e della musica assorbita dopo ADE e della voglia di suonare alla nostra maniera che ci mancava da tempo.

Un album anticipato dal singolo e viceoclip “Veleno di seta”, parlateci di questa scelta e del perché suonare “bendati”: cosa volete trasmettere?

Veleno di Seta” è stata la nostra prima scelta perchè ci sembrava il brano che potesse trasmettere,sia musicalmente che concettualmente,l’ideologia cardine del disco. Riguardo il videoclip abbiamo scelto,insieme al regista,di interpretare dei personaggi che rappresentassero in prima persona il lato “corrotto”di una società cieca dettata dal denaro,pronta a risucchiarti.

 

Un rock/grunge, il vostro, tutt’altro che scomparso ma bensì seguito da un movimento italiano di artisti (Verdena, Marlene Kuntz etc.) che lo rende di valore ed attuale, trasmettendo emozione e passione a chi l’ascolta.
Come lo impersonate nei vostri lavori?

Rock/grunge o quello che sia, effettivamente, sembra essere un genere ancora molto attuale e seguito. Di solito non pensiamo a come impersonare i nostri brani,poichè quello che componiamo è dettato principalmente dall’istinto e del nostro stato d’animo.

 

Diamo per scontato, che diversi “generi” musicali, ormai diventati eccessivi per come vengono impersonati oggi, siano stati nel passato più che “generi musicali”, delle “correnti artistiche” che hanno veicolato un certo tipo di messaggio ben adatto per quell’epoca. Il “vostro” grunge, datato anni ’90 di origini a Seattle (Nirvana, Pearl Jam etc.) che punti di contatto ha con quel periodo?

Penso che la nostra musica abbia come punti di contatto,come il grunge anni ’90,il fatto di essere contro a dei modelli che la società voglia imporci a tutti costi.

 

Taranto una città martoriata da molteplici problemi, ormai noti a tutti; quanta rabbia e voglia di riscatto, per questa grande città, c’è nel vostro modo di comporre?

Taranto è una città martoriata da tanti problemi,forse troppi..la nostra musica è basata sulla rabbia e la voglia di riscatto. “Superstite” è un disco totalmente contro il potere economico. Probabimente non andrà a risolvere i problemi esistenti,ma è comunque una voce in più in quella che è la nostra realtà.

 

Credete che questo album sia un passo in avanti rispetto ai lavori del passato dal punto di vista compositivo e di grinta?

Beh, questo album è sicuramente un grande passo in avanti rispetto al precedente. Sia a livello compositivo che espressivo,infatti,abbiamo lavorato molto sulla struttura dei brani. l’obiettivo era quello di arrivare dritto al sodo e di realizzare un lavoro senza fronzoli. Di questo ne siamo soddisfatti per ora.

 

Da dove nascono i vostri titoli?

Riguardo i titoli delle canzoni,nascono un pò per caso, o meglio,sono l’ultima cosa a cui pensiamo!

 

La partecipazione ai contest/festival, oltre alla esibizione e confronto con altre band, che altri stimoli vi apporta?

I Festival sono sempre una grossa vetrina,certo dipende anche dall’entità della manifestazione. Ci hanno sempre stimolati al massimo,perchè in ogni caso aiutano ad ampliare la fetta di pubblico e a creare contatti con nuovi artisti.

 

Che tipo di impronta cercate di dare ai concerti e come si differenziano questi ultimi dai lavori in studio?

Nei live la parola d’ordine è divertirsi! Solo così puoi catturare l’attenzione del pubblico. Indubbiamente,si differenziano dalle performance in studio. Nei concerti devi dare il massimo e creare quel muro di suono giusto alla propria musica,in maniera tale da enfatizzare al meglio il sound. In studio,la storia cambia…devi essere preciso e ben concentrato..non puoi sbagliare!

 

Credete che la vostro livello tecnico/emotivo nello scrivere i brani abbiano raggiunto un livello di propria soddisfazione o dobbiamo attendere i prossimi lavori?

Sicuramente “Superstite” rispetto al debut album “ADE” rappresenti un punto di crescita,sia a livello tecnico che compositivo. Allo stesso tempo crediamo che nella musica più si vada avanti e più la crescita di un artista sia maggiore. Quindi nella musica come nella vita non si smetterà mai d’imparare.

 

ALESSANDRO LONOCE

 

Tracklist:
01. Explosion
02. Veleno di Seta
03. Dogma
04. Arida Illusione
05. Apnea
06. Massa Spenta
07. Miss Violet
08. Invisibile
09. Teste di Plastica
10. Non Siamo Umani

Line up:
Alessio Ligorio (voce, chitarra)
Alessandro Martina (basso)
Francesco Lanzo (batteria)

 

 

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Music video by Ninfea: “Veleno di seta” from the new album “Superstite

© 2016 Vrec / Audioglobe

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