Inediti 2023Interviste 2023News_2023

[Intervista] MAURIZIO PETRELLI ci parla del suo ultimo album “SCRIVO CANZONI PER MOSCHE E ZANZARE”

Stasera presentazione alle "Officine Cantelmo" di Lecce.

Condividi

Abbiamo rivolto alcune domande a Maurizio Petrelli sul suo ultimo album “SCRIVO CANZONI PER MOSCHE E ZANZARE”, che presenterà stasera, h.20:00 26 febbraio, alle “Officine Cantelmo ” di Lecce.


Da dove nasce questo titolo singolare del tuo nuovo album “SCRIVO CANZONI PER MOSCHE E ZANZARE” ?

Il titolo è una metafora attraverso la quale ammetto di scrivere e realizzare consapevolmente  musica che non corrisponde al mood attuale, al “suono” che domina l’airplay radiofonico. Del resto sarebbe innaturale il contrario.

Ognuno è figlio dei suoi tempi e la mia musica è la sintesi dei generi che ho amato.

Quella scritta sui fogli pentagrammati, la canzone “classica” nel senso nobile del termine, fondata su armonia, melodia e ritmo, suonata da musicisti in studio e non programmata in un computer.

Ecco, questa musica pare non interessare più, ma io sono convinto che ci sia un pubblico che la apprezzerebbe, ma al quale bisognerebbe farla arrivare.

Ed è la cosa più difficile. Da queste considerazioni è venuto fuori il titolo “Scrivo canzoni per mosche e zanzare”.

Esiste un filo conduttore in questi 10 brani di questo album nato durante questi anni di pandemia e  che scintilla è scattata in questo periodo?

Sostanzialmente si, parte dei brani sono stati scritti durante il lock down e risentono di un periodo molto particolare che abbiamo vissuto poco tempo fa. Nei brani emerge con forza la speranza, la voglia di riprendere, la paura di perdere quello che si ha e quindi il riaffiorare di tanti bei ricordi del passato.

Rispetto al genere di musica da te espresso, cosa credi che sia andato perso e cosa è recuperabile nelle nuove generazioni?

La domanda è complessa. I giovani oggi esprimono le loro tematiche attraverso strumenti tecnologici avanzati, badando più al ritmo che il brano deve avere, la presa che deve fare sugli ascoltatori che poco riflettono sui contenuti e ancor meno sulla melodia.

Ciò che faccio io invece, parte da una ispirazione, da molte riflessioni, da un tema musicale. È difficile dar e consigli. Spero solo che esca fuori qualche giovane “bravo” che sappia fare una sintesi musicale tra il vecchio è il nuovo.

Quello che ascolto oggi è brutta musica suonata bene.

Il brano “Hey Maria”, registrato a Cuba. Cosa ti porti dietro da quelle esperienze ?

Io sono stato un antesignano dei viaggi a Cuba e nel Centro America in genere. Fin dagli anni ’80 Santo Domingo, Cuba, Messico, sono state le mie mete preferite per conoscere nuovi mondi musicali.

L’amicizia con grandi musicisti cubani mi ha portato a questa collaborazione in cui, grazie si alla tecnologia si è realizzato questo bel pezzo. La parte musicale, i cori gli arrangiamenti sono stati realizzati all’Avana. La mia voce ed il missaggio in Italia.

Come cover hai scelto “Questa è la mia vita” di D. Modugno. Come mai questo brano?

È un brano di Modugno poco conosciuto ma bellissimo. Il ritornello ed i testi, sono eccezionali. Ho voluto rendere omaggio ad un grande pugliese con un brano “minore” ma bellissimo.

Per un crooner come te, prima i testi o la musica ?

Non c’è una regola. A me è successo di scrivere prima un testo, o una musica perché attratto da un motivo. Spesso insieme, canticchi un’idea e questa cresce sia nella lirica che nel motivo…. purché le idee siano buone…….

Vecchio farmacista” un brano autobiografico ?

Si! È uno stralcio di vita professionale che ho esercitato per molti anni, insieme alla musica. Attività importantissima che pochi conoscono a fondo.

Salsa, Jazz, Swing, c’è un genere musicale che non hai mai intrapreso ma sei tentato a farlo?

Mai dire mai!!!!! Io spero di scrivere sempre brani in cui ci sia una sintesi di emozioni, orecchiabilità musicale e profondità di pensieri espressi. Uso ritmi e scansioni che conosco a fondo. Raramente mi avventuro in percorsi che non conosco a fondo.

Progetti futuri ?

I progetti sono sempre quelli da anni, semplici ma chiari. Io ambisco a far ascoltare alla maggior parte di pubblico i miei brani, in tutte le parti d’Italia e oltre.

Sia attraverso le radio ed il Web, che attraverso i live che stiamo organizzando. È solo il pubblico che decreta il successo o l’insuccesso di un artista. Spero di avere questi spazi per il mio genere musicale intrigante ma poco conosciuto.

È solo grazie al vostro prezioso contributo di radio,TV web ,divulgatori in genere che la nostra “Musica” può sopravvivere ed essere diffusa.


Maurizio Petrelli oggi, è innanzitutto uno che scrive canzoni. Un musicista, compositore e cantante che, attraverso il suo lavoro, rinnova la tradizione di quella musica di gran classe che ha abitato in Italia, con molto successo, negli anni ‘60 e ‘70 e si è poi persa nel tempo, sommersa dall’alternarsi delle mode che si sono susseguite.

Non è solo un ottimo interprete, ma anche un compositore ed autore di gran belle canzoni. La sua scrittura è intrisa di sagaci riflessioni sul senso della vita; traspare in essa la nostalgia per un mondo che non c’è più, ma c’è anche sapiente autoironia e rassegnato disincanto. 

È quasi sconosciuto al grande pubblico, come capita spesso ad artisti di talento che sono tenuti in disparte dalle strane regole del music business, ma forse sta proprio in questo la preziosità del suo scrivere e comporre.

Poco noto, ma di quelli che, appena li senti cantare, destano apprezzamento. Artisticamente, lo si potrebbe assimilare ai crooner d’oltreoceano, ma lo si può meglio inquadrare nella scia degli Arigliano, dei Bruno Martino, Fred Buongusto, Sergio Caputo.  

La carriera musicale di Maurizio Petrelli inizia negli anni ’60. Impara a suonare la batteria come autodidatta, poi passa allo studio del pianoforte. 

Fonda i SOUL BROTHERS, una band con una forte connotazione “Blues e R&B”, con la quale pubblica un CD live: SUPERCOVERS, un omaggio ad un repertorio di eccezionale qualità e bellezza che Petrelli interpreta con autorevolezza e disinvoltura.

Con questa formazione fa un ‘intensissima attività live in jazz clubs e teatri in tutta Europa. 

Vanta una collaborazione di lunghissima durata con il trombettista Guido Pistocchi. Con lui fa innumerevoli concerti in Italia ed in Europa e si esibisce anche nel tradizionale concerto di fine anno a Montecarlo, presso la prestigiosa “Salle del étoiles”. 

Nel 2008 fonda la GRANDE SALENTO ORCHESTRA, con lo scopo di riunire le migliori energie musicali di una vasta area della Puglia, ricca di talenti, come il Salento e di farne apprezzare le capacità fuori dei confini regionali.

Il primo lavoro discografico a suo nome è PUGLIAMERICA, un album nel quale Petrelli si distingue in particolare come cantante e con il quale vuole omaggiare due personaggi carismatici del Novecento: Domenico Modugno e Frank Sinatra.

Due artisti approdati ad una popolarità internazionale, molto diversi tra loro. Modugno, “pugliese” come Petrelli e l’Italo-americano Sinatra.

L’uno passionale e sanguigno, l’altro emblema di eleganza e canto di gran classe. Petrelli entra nell’universo musicale di questi due mostri sacri della canzone in punta di piedi e con il dovuto rispetto, ma dimostra di essere assolutamente a suo agio in entrambi i repertori che affronta con grande sensibilità interpretativa, senza cedere ad inutili enfatizzazioni.

Passa con estrema disinvoltura da “The lady is a tramp” a “Meraviglioso”, da “Night and Day” a “La lontananza” 

Nel 2015 fa il grande passo e pubblica “AMORI ED ALTRE STORIE (Divagazioni di un alchimista))”. È  il primo album di brani originali a firma Petrelli in cui assume anche la veste di compositore ed autore.

L’album è magnificamente arrangiato da Franco Piana e Vincenzo Presta, due autorevoli esponenti del Jazz italiano.

Nel 2018 pubblica “SCATOLE DI VETRO”, il terzo album a suo nome (il secondo di inediti). Un album, con arrangiamenti orchestrali molto curati, nel quale si distinguono la title track, il brano “Tutto passa” ed un tributo al crooner salentino Nicola Arigliano, con la rilettura del brano “Colpevole”.

JAF – JAZZ AROUND FESTIVAL

Nel 2014 la carriera artistica di Maurizio Petrelli si arricchisce di una ulteriore esperienza. È l’ideatore e direttore artistico del JAF – Jazz Around Festival (nato nel 2014 a Monteroni come Monteroni Jazz Festival e proseguito a Lecce dal 2015 come JAF – Jazz Around Festival).

Il suo festival ha lo scopo di avvicinare al Jazz un pubblico molto vasto, sfatando i luoghi comuni che lo definiscono un genere d’elite o ancor peggio una musica difficile e quindi di nicchia.

Inizia questo percorse utilizzando le musiche confinanti con il jazz (come il tango, la bossanova, le musiche del mondo, una certa canzone d’autore) usando questi generi più noti al grande pubblico per introdurrre il jazz vero e proprio ad una audience sempre più allargata.

La manifestazione si svolge attualmente nella splendida cornice del Chiostro dei Teatini a Lecce ed è giunta alla sua settima edizione.

FACEBOOK

Mostra di più
Pulsante per tornare all'inizio
error: Content is protected !!