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[Intervista & Inediti] UROSS “Ovunque è la bellezza che non vedi”: sound gradevole e testi da seguire

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UROSS_CD

 

Ciao e benvenuti tra le pagine di Pugliamusic.it. partirei subito con una presentazione ai nostri lettori. Come nascono e chi sono gli UROSS?

UROSS  un progetto falso-cantautorale che ha origine dalla musica di una sola persona U ROSS, il rosso. Poi diventa un sacco di cose ma tutte riconducibili piùo meno alla dimensione musicale.
A quali artisti vi sentite più vicino e in che modo credete che la vostra musica si inserisca in quella tradizione?

Il risultato di ciò che siamo piùo meno tutto quello che abbiamo visto e vissuto. La cosa non cambia molto per la musica. Ognuno diventa quello che ha ascoltato assorbito e riformulato in maniera pi o meno personale. Ma vale anche per tutti gli aspetti della vita non solo quelli artistici o presunti tali.

A dicembre 2015 è uscito il vostro terzo album “Ovunque è la bellezza che non vedi”. Cosa troviamo di diverso rispetto ai precedenti e perché quel titolo?

Rispetto ai due lavori precedenti credo che cambi l’approccio, cosa un pò difficile da spiegare. E’ un pò come entrare in un bar quando stai morendo di sete e tracannare qualsiasi cosa possa dissetare, i 2 lavori precedenti, ed invece entrare nel bar con un pò meno sete ma maggior senso del gusto per trarre maggior godimento bevendo un pò meglio. La sostanza resta il bere ma la differenza è cosa e come lo fai. Quel titolo perchè evidentemente quel giorno mi ero svegliato col piede giusto, essendo un titolo molto ottimista. Non credo che lo vorrei mai cambiare, ma non credere che la mattina mi alzo sempre con quello spirito carico di positività.

Come nascono i vostri titoli e se seguono un unico filo conduttore?

I dischi nascono tutti per gioco, secondo me. E quando giochi, una parte importante di esso  anche lÕerrore. Quindi direi che i miei dischi sono allÕincrocio tra il gioco e lo sbaglio. Sperando di evitare lo sbadiglio.
12 tracce, non poche di questi tempi, magari qualche altra band avrebbe fatto 2 album. Siete carichi di ispirazione o una arretrato da giustificare?

La realtà è che registro sempre un rapporto deficitario tra musiche e testi. Trovo molto facile ed immediato tirar fuori le musiche, mentre assai più difficile abbinare i testi. Quindi il numero è dato da quanti testi soddisfacenti riesci a dare ad un numero assai maggiore di musiche. Poi non so, magari per un lavoro di 2 anni 12 tracce potrebbero essere un risultato proporzionale al tempo. E’ vero come dici tu, che la media dei dischi di oggi ha un numero inferiore rispetto all’over 10.

La vostra proposta a metà tra cantautorato e Rock con innesti di elettronica che ci rievoca i migliori anni ’70. Voglia di diverso o background ben affermato?

Voglia di diverso sarebbe il sogno di tutti, in realtà credo che il background sia abbastanza radicato ed evidente nei miei dischi. Musicalmente, al momento, credo possa esserci davvero nulla di completamente nuovo. L’unica differenza può farla la personalità che puoi mettere nei tuoi lavori e fare in modo che la gente possa associarti ad un certo background musicale ma magari anche a te stesso, nella migliore delle ipotesi.

Il pezzo rivisitato di Luigi Tenco “Ciao amore”, un desiderio maturato e desiderato in questi anni o quale altro motivo?

Un fortunato errore. Tipo Cristoforo Colombo che scoprì l’America per sbaglio, ma con molte meno conseguenze naturalmente.

Far musica è anche un sinonimo di comunicare, cosa volete comunicare con i vostri brani ?

Pensieri parole opere o missioni oppure semplicemente omissioni.

La partecipazione ai contest/festival, oltre alla esibizione e confronto con altre band, che altri stimoli vi apporta?

Il live che sia un contest o una serata in un posto abbattuto o in un posto professionale e ben gestito,  sempre un arricchimento umano prima e artistico poi. La musica rock-pop ha bisogno della sua dimensione naturale che è il live, il problema oggi è a trovarne di locali dove non facciano troppe covernights.

Che tipo di impronta cercate di dare ai concerti e come si differenziano questi ultimi dalla registrazione?

Nelle registrazioni puoi dare sfogo alla fantasia, nel live all’energia. In studio puoi divertirti con una serie infinita di combinazioni, nel live deve essere un lavoro di sintesi, rendere funzionale la canzone che su disco è architettata su piùstrati.
Confrontandoci con diverse Band del territorio pugliese, ricco di talenti affermati e nuove proposte interessanti, notiamo in una buona parte di queste una “perdita di tempo” nel cercare la massima visibilità a discapito di una produzione più “studiata” e proficua. Da che parte state?

Io sto con quelli che sono SOCIAl. Perchè puoi avere le canzoni più belle ed interessanti di questo mondo ma se non sai convogliarle nei modi giusti verso il pubblico, che è sempre più pigro, è come non aver mai fatto nulla. Bene a sto punto sto con i gruppi ad ALTO TASSO SOCIAL perchè vorrei essere illuminato sulla retta via del SOCIALISMOLIKEiano, visto che sono sempre stato influenzato da gruppi ed artisti ad alto tasso alcolico. Ma i tempi cambiano e i tassi pure.

Guardando la scena musicale in Italia si nota un distacco sempre maggiore tra Pop commerciale e tutto ciò che è underground. Le due strade divergono sempre di più a volte sottolineando le crude differenze. Come vedi o vivi tutto ciò ?

Secondo me in Italia c’è musica pop commerciale mainstream e musica pop commerciale di etichette non mainstream. Voglio dire, a parte sporadici casi, il filone seguito dai cosiddetti alternativi non è poi mica così alternativo alle grosse etichette multinazionali. Quindi come vedo o vivo tutto questo? Bhò!?!?! Ascolto e suono quello che mi piace IT’S VERY SIMPLE!

 

 

ALESSANDRO LONOCE

 

 

Distribuzione Audioglobe
Uross: voci-chitarre-glockenspiel
Andrea Brunetti: tastiere

FACEBOOK

Album su Youtube videoclip "A Dream of You"

 

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