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[Intervista] FABIO PROTA: compositore, arrangiatore dal Jazz al funk-rock-blues

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Ciao Fabio e grazie per concederci questa intervista per Pugliamusic.it. Ti abbiamo già conosciuto con il PROTRIO, pertanto incominciamo con una curiosità: PROTRIO, il nome del trio di cui fai parte, sembrerebbe PRO come “professional” ma in realtà è PRO di Prota? Questo ci fa pensare che la “mente” del trio sia tu, spiegaci che ruolo hai nella band.

Ciao, è un piacere. Il nome PROTRIO nasconde tre concetti differenti e complementari allo stesso tempo. Innanzitutto PRO identifica la natura di progetto del trio, poi è parte del mio cognome, infine racconta come la vita di ogni componente della band sia stata ed è dedicata anche ad un’altra professione. Infatti Claudio (batteria) e Roberto (contrabbasso) si occupano di telecomunicazioni, mentre io sono medico.

 

La doppia “veste” di autore singolo e componente di una Band, su cosa differenzi i tuoi lavori e come concili le due cose?

Difficile spiegarlo razionalmente. Peraltro dipende anche dalla tipologia di band e dagli obiettivi che si pone. Nel caso del ProTrio c’è stata fin da subito un’esigenza di jazz, quindi ho lavorato prevalentemente in quella direzione. Tuttavia è inevitabile che in ogni mia composizione, che sia per piano solo o per qualsiasi tipo di ensemble, emergano influenze musicali molto diverse tra loro.

 

Quanto si discosta il tuo esser single-author rispetto alle esigenze della Band in termini di genere e/o impronta musicale?

Autore singolo e componente di una band si conciliano naturalmente perché dentro di me la musica è una. Le differenze reali fra una composizione per il mio strumento ed una per band risiedono nella strutturazione dell’arrangiamento.

 

Da autore e compositore, il legarsi ad altri musicisti è un’esigenza o scelta artistica?

Di sicuro un’esigenza. Ritengo che condividere il proprio mondo sonoro con quello di altri musicisti sia fondamentale per evolvere.

 

Mi spiego meglio, ci sono artisti “single” che non si legano ad altri formando una band, ma collaborano e producono lavori differenti lasciando sempre il proprio nome. Credi che gli altri due tuoi colleghi siano quelli che “fanno al caso tuo” o al momento nasce così la cosa?

Questione di scelte. Cercare e soprattutto trovare i colleghi ideali per condividere un’idea musicale è tanto importante quanto difficile. Sul mio percorso ho avuto la fortuna di incontrarne molti e sì, anche quelli attuali “fanno davvero al caso mio”.

 

Se da domani tu dovessi comporre un EP da solo, quanto del PROTRIO troveremo e cosa no? 

Ci sarebbero molti degli elementi che ho appreso condividendo la musica con il ProTrio, ma anche tanto altro.

 

Un produttore domani ti propone una band diversa con Chitarra-Basso-Batteria con un genere che si discosta molto dal Jazz, abbracciando più stili più “commerciali” quali rock-pop etc. Come reagirebbe Fabio Prota?

Non ho mai escluso a priori alcun genere musicale attraversandoli praticamente tutti. Inoltre quando mi occupo di arrangiamento privatamente o collaborando con studi di registrazione il più delle volte si tratta di pop e/o rock.

 

Quanto spazio c’è per l’improvvisazione nei tuoi brani e se esiste una differenza stilistica o strumentale tra lo studio e i Live?

L’improvvisazione, per via della sua natura di composizione estemporanea, riveste un ruolo cruciale nei miei brani. Quindi per lei c’è sempre uno spazio, variandolo di volta in volta nell’estensione temporale coerentemente con il contesto musicale.

 

Che peso dai alle recensioni e che importanza ai social-media, nello startup di un artista o nel suo percorso artistico?

Ritengo siano degli strumenti utili per far conoscere meglio un’artista al pubblico. Inoltre aiutano a crescere facendo tesoro allo stesso tempo di elogi e critiche.

 

Altri progetti da single in programma o sei più impegnato in quelli con il trio?

Da solista stricto sensu al momento no, però sono molto impegnato fra promozione live del disco in trio, lavori di arrangiamento e il missaggio del primo album dei Think Tank, un progetto inedito carico di rock, blues e progressive con la splendida voce di Lino Paglionico, la sensibilità, il gusto di Gennaro Piepoli alla chitarra, il basso di Davide Vacca e la batteria di Gese Marsico alla batteria, una delle sezioni ritmiche migliori con cui abbia mai suonato. Stay tuned!

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