
“Io sono il trovatore e sempre vado per paesi e città. Ora che sono giunto fin qui lasciate che prima di partire io canti”.
Entra in scena Branduardi, ‘musicista molto colto’ e amato. Ha l’aspetto di un asceta, un saggio dalla capigliatura riccia e canuta, venuto dal lontano Oriente o chissà.
Violinista, chitarrista, compositore e polistrumentista che da anni porta sulle scene nazionali e internazionali le sue ricerche musicali, riuscendo a mescolare poesia, leggende popolari, spirito pop e tradizione ‘colta’ attraverso le sue ballate che infrangono le barriere del tempo e delle mode.
Combina sapientemente parole e musica. Sul palco i suoi occhi restano chiusi, perché “la musica è una visione, tu devi chiudere gli occhi e vedere” (il suo Maestro, pedagogo e musicista Augusto Silvestri), e Branduardi vede cose, colori che non ci sono ma che trasmette.
Si accompagna a musicisti di spessore, da decenni la sua formazione folk-rock: Fabio Valdemarin alle tastiere, Antonello D’Urso alle chitarre, Stefano Olivato al basso, Davide Ragazzini alla batteria.
I brani tanto amati del repertorio di Branduardi galvanizzano il pubblico. Aneddoti – come nasce l’album “Il cantico delle creature” -, racconti e poesie intermezzano e fondono lo spettacolo.
Da “Si può fare” a “La pulce e l’acqua” – poesia degli Indiani d’America tramandata oralmente – “Confessioni di un malandrino”, adattamento di una poesia del poeta russo Sergej Esenin, “Il sultano di Babilonia e la prostituta”, “Vanità di vanità” e “Alla fiera dell’est”.
I grandi successi che rievocano suoni antichi, musica alta, filastrocche e leggende, spiritualità e peccato.
Branduardi, il “trovatore dall’anima mistica” come egli stesso si definisce, ha saputo fare della sua arte musicale qualcosa di radicato ed elevato, popolare e internazionale, inconfondibile.
“La musica è guardare oltre una porta chiusa, perdere il senso del tempo e dello spazio. Togliere certezze ritmiche e armoniche.”
ELISA CASTORO
Photoset by: Elisa Castoro
Credits: Evento organizzato da Comune di Castellana Grotte e Grotte di Castellana che ringraziamo per la cortese disponibilità. Un ringraziamento anche all’APS SottoSopra per la perfetta accoglienza.
