
FUORI LE PRIME DATE DEL TOUR:
09.11 TORINO @ MAGAZZINO SUL PO (in apertura a Anna Carol)
23.11 MILANO @ SANTERIA TOSCANA 31 (in apertura a Giulia Mei) MILANO MUSIC WEEK
10.12 MILANO @ ARCI BELLEZZA (in apertura a Sarafine)
12.12 BOLOGNA @ EFESTO HOUSE
05.01 TERLIZZI (BA) @ MAT (in apertura a Anna Carol)
30.01.2026 SEREGNO (MI) @ ARCI TAMBOURINE (in apertura a Giorgieness)
Rosita Brucoli presenta il suo secondo e atteso album Siamo Stati Guai, in uscita il 14 novembre per Sound To Be su tutte le piattaforme digitali e anche in una speciale edizione in vinile.
La voce calda e avvolgente di Rosita intreccia melodie e armonie che si fondono con naturalezza alle sonorità elettroniche, creando un equilibrio raffinato tra emozione e modernità.
La produzione è stata curata dalla stessa Rosita, da Ramiro Levy e da Alessandro Di Sciullo.
Del disco, Rosita racconta: «Siamo stati guai è un disco che mi piacerebbe fosse definito sincero, gentile e crudo. Durante la scrittura di queste canzoni mi sono sentita così: gentile nei confronti di ricordi e suggestioni, a volte docili e a volte violente.
Vorrei che le persone che lo ascoltano si prendessero un momento di pausa dalla vita, che il tempo si fermasse e si lasciassero andare: in pianti, commozione, gioia ma anche rabbia.
Che insomma si esprimessero come meglio credono.
Questo disco parla di perdite, come quella di mio padre: una morte che, pur essendo quasi “scontata” a causa della sua tossicodipendenza, dentro di me è stata invece molto rumorosa.
Parla di rinascite, come nelle tracce Un Fiore e Nuovo Inizio, in cui ho voluto raccontare di come io e le persone vicino a me abbiamo trasformato questo dolore.
Parla di tenerezza ma anche di frustrazione, rabbia e tristezza, come nelle tracce Crisi di Panico, Agente! e L’amore va.
È un disco in cui ho voluto vivere, e mi auguro far vivere, uno spettro ampio di emozioni.»
Rosita Brucoli è una voce che sa farsi ascoltare, una penna diretta, semplice e delicata. I brani inclusi nell’album presentano una scrittura intima e al tempo stesso universale: Rosita intreccia ricordi, fragilità, rabbia e nostalgia, ma anche momenti di leggerezza e curiosità per le relazioni umane.
Dopo l’album d’esordio Camminare e Correre (2022) Rosita, con il nuovo disco, reinventa il concetto di guaio trasformando il dolore e le difficoltà in esperienze capaci di restituire senso e intensità alla vita.
Rosita Brucoli porterà il suo nuovo album in giro per l’Italia con il tour in partenza proprio in questi giorni, e con date in continuo aggiornamento.
SIAMO STATI GUAI – IL RACCONTO TRACK BY TRACK FATTO DA ROSITA BRUCOLI
UN FIORE – Il disco inizia con un brano di sole voci con un’atmosfera casalinga, perché è nato in campagna, nella nuova casa di mia madre: un posto molto tranquillo e di rinascita per lei e per me.
Senza volerlo, ma forse inconsciamente sì, abbiamo cercato di riprodurre quella sospensione, quel silenzio, quella pace e calma che spesso nei luoghi naturalistici, come la campagna, si vive.
Luoghi perfetti per rimembrare cose felici ma anche dolorose, per esorcizzarle. In questa canzone ho fatto un viaggio profondo dentro di me, fino ad arrivare alla me bambina.
BAMBINA – È il secondo pezzo, non per caso. È molto tenero, ed è nato da una delle ultime conversazioni con mio papà, in cui mi ha visualizzata bambina.
Sono partita da quel dettaglio per raccontare di come, da adulta, ho riconosciuto l’amore nelle cose piccole, in gesti infantili e in un modo di amarsi che conserva la tenerezza e lo stupore delle prime volte.
CRISI DI PANICO – Qui il disco prende una piega diversa, perché arrivo a raccontare la fase adolescenziale, la più cruciale per me.
È stato il momento in cui ho cominciato a soffrire di attacchi di panico molto forti: tutto è partito da un caffè preso nel momento sbagliato. Da allora non ho più assunto caffeina, forse ne sono intollerante e non lo so.
Da quel momento però ho cominciato a scrivere e, grazie alla terapia, a capire tante cose di me.
AGENTE! – È stato il secondo singolo e ne sono molto orgogliosa. Credo porti dentro una rabbia fondamentale: racconta la frustrazione di trovarsi relegati in un angolo, provenendo da una realtà che dà poche opportunità.
Io stessa vengo da una famiglia che non ha potuto darmi molto, se non amore e supporto emotivo. Sono cresciuta tra ragazzi che hanno dovuto sgomitare, e continuano a farlo, per avere credibilità e opportunità, visto che non viviamo in un paese sempre meritocratico.
Non è un caso se questo pezzo ha una metrica rap: è un genere che ascolto e che mi emoziona proprio perché sa farsi portavoce di realtà che ho vissuto sulla pelle.
L’AMORE VA – È un brano entrato da poco nel disco, nonostante sia stato scritto molto prima degli altri. È molto crudo: racconta un episodio legato alla dipendenza da sostanze, qualcosa che ho visto e vissuto in diversi modi.
Sono figlia di una persona che è stata tantissime cose bellissime e rare – mio padre – ma anche un tossicodipendente.
Sono cresciuta in mezzo alla dipendenza, ne ho vissuto le dinamiche, le ho sentite sulla pelle, ne ho subito le conseguenze. Ho incontrato persone in cui riconoscevo questa fragilità.
L’amore va parla di come, a volte, riconoscere nelle altre persone certe cose familiari possa essere il primo passo per dargli una lettura diversa e riuscire a conviverci.
NON VUOI PIÙ DROGARTI ALLE FESTE – È una dichiarazione di intenti tra due persone diverse che devono trovare un punto d’incontro. È stato l’inizio della mia relazione, una delle più belle e ancora in corso.
LASCIAMO PAPÀ – L’ho scritta di getto in pochi minuti, anche se queste parole mi giravano in testa già da un po’.
È una canzone che racconta il mio sentirmi figlia, da una prospettiva che spesso non si sente: quella dei figli che si trovano in mezzo a due fuochi potenti, le ragioni di entrambi i genitori nel volersi diversi.
Spesso la separazione è la soluzione migliore, ma in questa canzone la risoluzione non c’è: è una ballata circolare che ritorna al punto di partenza, perché un finale non c’è. Come nella mia storia e nel mio caso: la mia famiglia non si è mai separata, nel bene e nel male.
SIAMO STATI GUAI – È la title track del disco e uno dei pezzi più difficili da registrare in studio. La registrazione porta con sé una forte componente di commozione, accolta e stimolata dai miei produttori Alessandro Di Sciullo e Ramiro Levy.
In questo brano ho voluto riscrivere il concetto di “guaio”, dargli quasi un’accezione positiva: come se, nel guaio e nella sfortuna, l’altra faccia della medaglia fosse proprio l’attaccamento alla vita e la passione che nasce dal dolore.
“Mi mancherai, siamo stati tutto, siamo stati guai.”
In questa canzone ho voluto salutare dentro di me la figura di mio padre, onorarlo e lasciarlo andare finalmente. Tutte le canzoni del disco sono state influenzate dal mio percorso di psicoterapia, che mi ha permesso di crescere e leggermi dentro, anche a costo di soffrire. Ma soffrire bene.
NUOVO INIZIO – L’ho scritta in un paesino dei Paesi Bassi, Bergen Op Zoom, a casa del mio ragazzo. Credo che il posto abbia condizionato molto il sound del brano: il meteo e quell’aria sospesa mi hanno portata a scrivere su un tappeto di synth molto morbidi e una batteria minimale, che hanno lasciato spazio a una confessione di benessere.
In quel periodo ero molto felice di ciò che stavo scrivendo e cominciavo a unire i pezzi di questo lavoro.
Rosita Brucoli, cantautrice pugliese classe ’99, cresce ascoltando artisti come Mina e Caparezza. Dopo il trasferimento a Torino nel 2017, collabora con Niccolò Fabi al Reset Festival e apre i concerti di artisti come Willie Peyote, Colapesce e Carmen Consoli.
In seguito si trasferisce a Milano, dove tuttora studia canto pop al Conservatorio Verdi. Vince premi prestigiosi, tra cui il Giffoni Music Concept Award (2021) e il Premio Nebbiolo (2022).
Firma con Vetrodischi e pubblica il suo album d’esordio Camminare e Correre, avviando un tour in tutta Italia
Nel 2024 è ospite di Ernesto Assante all’Auditorium Parco della Musica di Roma e viene selezionata per aprire i concerti dei Negramaro a San Siro e Napoli.
Nel 2025 torna con nuova musica pubblicando Non vuoi più Drogarti alle Feste, il singolo che anticipa il prossimo album in arrivo entro la fine dell’anno e con cui entra nel roster di Sound To Be e inizia la collaborazione con Alessandro di Sciullo e Ramiro Levy.
Il brano è seguito da Agente!, a giugno, e Lasciamo Papà, il 29 agosto, canzone con cui vince il premio per la miglior composizione e testo originali al “Musicante – In viaggio con Pino Daniele”. Il 14 novembre esce il secondo album, Siamo Stati Guai.
