[Report&Photo] RHIZOME: Un live per trascinare le sensazioni in quei posti dove il tempo resta sospeso !

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“Villa del Minareto” Fasano (Br), 15 luglio 2018 – In apertura al concerto del gruppo Knower, il progetto Rhizome  di Mina Carlucci e Primo Maggio, ha cercato un modo per trascinare (ma anche trascinarvi, si spera) le sensazioni in quei posti dove il tempo resta sospeso… in quel “Timeless Place” (come canta “The Peacocks”) dove ognuno di noi fa albergare le proprie emozioni più recondite, sperando che in qualche modo possano trovare la strada per emergere.

Abbiamo voluto percorrere un viaggio attraverso la tradizione (come con “You don’t know what love is”), per poi toccare la primordialità come nel blues, la raffinatezza (come con “Ida Lupino” e “The Peacocks”), e le forti “tensioni” emotive spinte da momenti in cui Monk riecheggiava nell’aria e si rispecchiava nelle “ossa” di Lacy (con il suo “Bone”), il tutto accompagnato da momenti di forte interazione e dialogo, dove si lasciava spazio in toto alla sinergia del momento che non era scritta su carta, ma plasmata nell’attimo prima di riecheggiare nell’aria.

 

MINA CARLUCCI

 

 

 

 

BIO

 

Mina Carlucci – cantante –

Laureata in “Canto Jazz” con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Musica Nino Rota, sotto la guida del M° Gianni Lenoci, ha discusso la sua tesi dal titolo “Finding Monk, throught Lacy’s Schooldays”, mettendo in evidenza l’importanza di inserire, nella didattica di un cantante, uno studio di analisi e pratica del repertorio di Thelonious Monk, attraverso una diversa chiave di lettura data da uno dei massimi esponenti dell’universo monkiano, come Steve Lacy.
Da questo pensiero nasce, lo scorso dicembre, il disco “All Reet”, un progetto che vede la collaborazione di due prestigiosi artisti: Vittorio Gallo (sassofonista) e lo stesso Gianni Lenoci (pianista, compositore e grande interprete dell’universo Monk/Lacy)

Suona allo Shwarzberg di Vienna, rappresentando (in un progetto Erasmus) l’Italia in Europa.
Ha partecipato a Masterclass con: Steve Potts, Eugenio Colombo, Francesco Cusa, Markus Stockhausen, Marco Colonna, Alison Blunt, Jacob Lekkerkerker e Manuel Bonino.

E’ coautrice del progetto discografico “Vostok”, che vede la pubblicazione di due album dal titolo:
– “Lo spazio dell’assenza” (Golden Morning Sound – 2013)
– “La geometria delle abitudini” (Nonomori – 2017)

Entrambi gli album sono stati recensiti in maniera eccellente dalle webzine musicali.
Ha collaborato al progetto discografico “Australasia”, di Gianluigi Spalluto, attraverso i due album:
– “Notturno” (Apocalyptic Witchcraft Recordings – Inghilterra – 2015)
– “Vertebra” (Golden Morning Sound – 2013)

Ha partecipato al progetto discografico “A treasure to find, un omaggio ai Novembre”, attraverso un
nuovo arrangiamento del brano “Cold Blue Steel” (MagMusic, Rumore – Napoli – 2015)

 

Primo Michele Maggio – pianista –

Inizia la professione a 18 anni in strutture alberghiere internazionali come pianista residente.
Trasferitosi in svizzera, è ingaggiato come ospite fisso in alcuni club locali. Come sideman suona in
svariate manifestazioni come Ascona Jazz, LocarnoFestival, Blues to Bop, Boogie Woogie
Festival. Rientrato a Brindisi, prosegue la professione in svariati jazz club locali alternandosi tra
leader di jazz band e performance in piano-solo.

Duo Mina Carlucci e Primo Maggio: Rhizome

Entrambi spinti dalla passione per la sperimentazione e la ricerca, concepiscono il progetto come
una destrutturazione degli stereotipati canoni di esecuzione, stile e linguaggio.
Cercano e sperimentano quell’ urgenza che spinge ad aprire una piccola finestra nell’io più intimo
che, molto spesso, non può essere schematizzata o descritta su carta.
È un mettersi in gioco, restare fedeli a se stessi, seppur lanciando uno sguardo al passato, alle radici.

 

 

Gallery completa by © Alessandro Lonoce

 

 

Credits: si ringrazia l’ufficio press del “Bari in Jazz” per la gentilissima disponibilità al servizio e la perfetta organizzazione dell’evento.