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[Report&Photo] LUCA CARBONI con “SPUTNiK” il perfetto viaggio tra passato e futuro, nuove sonorità e forti emozioni

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“Demodè Club” Modugno (Ba), 25 ottobre 2018 – Il Demodé di Bari è stato la base di atterraggio della navicella Sputnik (titolo del tredicesimo album di Luca Carboni). All’interno dell’Hangar barese erano presenti tantissime persone provenienti dalle galassie di tutta la Puglia. Allo scoccare dell’ora X, le luci si abbassano e inizia lo stupore generale con l’entrata in scena del primo cosmonauta: Dj Gino Latino.

L’indiscusso “genio del remix” inizia subito a riscaldare l’atmosfera con il proprio dj set, raccontando più di trent’anni di musica del cantautore bolognese. Gino Dj ha remixato l’intero album Forever”.

Ormai i motori sono accesi e l’astronave Sputnik è pronta a trasportare tutti in questo viaggio intergalattico con l’ingresso della Super Band (camicia rossa e cravatta nera) e composta da Antonello Giorgi (batteria), Ignazio Orlando (basso), Mauro Patelli e Vincenzo Pastano (chitarre) e Fulvio Ferrari Biguzzi (Tastiere). Finalmente, in compagnia del suo palloncino, dall’alto delle stelle scende l’atteso capitano Luca Carboni.

 

Il viaggio nel tempo inizia con una raffica di grandiose luci e suoni, uno spettacolo con elettronica, parti acustiche e molta attenzione alla parte visual che trova ispirazione proprio nella grafica di Sputnik (satellite russo).

In questo Live, il pubblico diventa testimone di un viaggio in diverse epoche, dagli anni dello Sputnik ad oggi, un tuffo tra passato e futuro, tra emozioni e suoni (I film d’amore, le ragazze, il muro a Berlino est e noi verso il futuro sopra un cabriolet).

Nonostante il trascorrere del tempo, l’amore resta uno dei principali temi della serata (E non ti devi preoccupare se non sai ballare. Tu non devi fare finta che non sai amare. Prendi in mano questa sera, ogni cosa che tu guardi si innamora).

Sputnik – ci insegna l’artista – è una parola dura, ma è dotata di un significato molto romantico: significa compagno di viaggio”. Una vera e propria dichiarazione di felicità e amore assoluto (Fino a che ci sono cose da esplorare e da dirci… A me basta questo pianeta per essere felice e l’universo così grande non è più immenso di te).

Lo stile di Luca è inconfondibile da tempo, dolce e melodico ma allo stesso energico, passando dalle ballate “Farfallina” e “Silvia lo sai” ai potenti e coinvolgenti “Inno nazionale” e “Ci vuole un fisico bestiale”.

Nonostante tutto, l’adattamento musicale al passo dei tempi non cambia l’originalità del Cantautore, con quel timbro di voce che riporta inevitabilmente alla nostalgia degli anni passati.

In questa pausa temporale, viene riproposta “Stellina dei cantautori”, un’autentica perla di poesia e speranza, una canzone che commuove. In fondo, come insegna Luca, “la stellina è il simbolo della creatività: c’è bisogno che non ci abbandoni mai”.

Dopo l’intima versione acustica dei grandi successi del passato, lo Sputnik riprende la dimensione stellare con le nuove potenti sonorità di “Prima di partire” e “Una grande festa”.

Tra questi non poteva mancare il precedente successo, nonché l’inno del tempo immutato per Carboni (Amami ancora adesso, sono sempre Luca lo stesso).

 

Dunque Sputnik è l’evoluzione di un lavoro cominciato con il precedente album “Pop-Up”, e anche il tour nasce dall’esperienza di quel lavoro.

Dopo più di due ore di musica live tenute con estrema bravura da Luca Carboni e la sua band, il pubblico termina il viaggio con i classici carboniani (Vengo a vivere con te, lo sai mi sono innamorato).

Cosa mi resta di questo live?

Dopo 25 anni di concerti in giro per l’Italia, posso dire che questo live mi ha davvero “portato in orbita in quell’infinito universo permeato di parole cosmiche e note stellari”.

Tutti i carboniani, come me “silenziosi”, nei live vivono un pathos particolare con l’artista. Anche una stretta di mano o un abbraccio ci fa sentire ragazzini che si emozionano davanti a qualcosa di bello, qualcosa che ha visto tanti di noi diventare adulti e genitori con la sua musica.

Con Luca riviviamo i tempi trascorsi della nostra  adolescenza e, tra un ricordo e una lacrima, ci lasciamo andare alla sensibilità del nostro cuore (Siamo segni nel tempo. Siamo quello che siamo, quello che sogniamo e così sia. Non siamo parole al vento, siamo segni del tempo che vola via).

 

MAURIZIO TARANTINO

 

SCALETTA

Segni del tempo
Amore digitale
Il tempo dell’amore
I film d’amore
Io non voglio
L’amore che cos’è

L’alba
Bologna è una regola
Sputnik
Ogni cosa che tu guardi
Il mio cuore fa ciock!
Farfallina
Gli autobus di notte
Stellina (dei cantautori)
Silvia lo sai

Io non voglio
Luca lo stesso
Prima di partire
Inno nazionale
Dieci minuti
Ci vuole un fisico bestiale

Mare mare
Una grande festa
Fragole buone buone
Vieni a vivere con me

 

Photoset by: Alessandro Lonoce

 

Credits: si ringrazia F&P Group per la cortese disponibilità al servizio e la perfetta organizzazione dell’evento.

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