[Report & Photo] MECNA TORNA IN PUGLIA CON IL SOLDOUT DI “LUNGOMARE PARANOIA”: @ Casa delle Arti Conversano (BA) – 8 apr 2017

Casaa delle Arti Concersano (BA), 8 aprile 2017 -  Nella Casa delle Arti di Conversano (BA) non c'è più uno spazio vuoto: circa 500 ragazzi e ragazze stretti l'uno all'altro attendono con ansia Mecna per il live del suo ultimo album "Lungomare paranoia", uscito lo scorso 13 gennaio di notte a sorpresa, dopo mesi di silenzio sui social. Il concerto viene aperto dai "Think About It" che riscaldano il clima sino all'arrivo sul palco del rapper foggiano Corrado, in arte Mecna, con il cappellino a visiera nero e il nome del cd in fronte,  scatenando le urla di tutto il pubblico.…

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Casaa delle Arti Concersano (BA), 8 aprile 2017 –  Nella Casa delle Arti di Conversano (BA) non c’è più uno spazio vuoto: circa 500 ragazzi e ragazze stretti l’uno all’altro attendono con ansia Mecna per il live del suo ultimo album “Lungomare paranoia“, uscito lo scorso 13 gennaio di notte a sorpresa, dopo mesi di silenzio sui social. Il concerto viene aperto dai “Think About It” che riscaldano il clima sino all’arrivo sul palco del rapper foggiano Corrado, in arte Mecna, con il cappellino a visiera nero e il nome del cd in fronte,  scatenando le urla di tutto il pubblico.

Non è un tipo di molte parole, preferisce parlare con la musica e con le sue canzoni. In effetti è attraverso questo suo ultimo disco che rivela molto di sé: oltre all’evidente base pop elettronica  ricca di tecnicismi arditi e ricerche fonetiche e semantiche, “Lungomare paranoia” risulta soprattutto molto intimo ed empatico.  Egli stesso lo definisce “il più personale di sempre”  perché racconta, in chiave sempre malinconica, la sua vita e il suo trascorso, stemperando i riferimenti strettamente autobiografici con linee più generali, suscettibili di interpretazioni differenti da parte degli ascoltatori . Sin da subito fa abbassare le luci e distribuisce alle prime file delle macchinette usa e getta da far girare affinché i suoi fan possano farsi delle foto che poi metterebbe lui sul sito.

Durante il live è come se si compiesse un viaggio nell’anima dell’artista: egli canta della sua tipa, delle seccature dovute al successo, di quanto odia i compleanni e cose così. Lui stesso in un’intervista ha dichiarato: “Ci sono delle prese male su alcune amicizie che sfumano, sulle persone care che vanno via. Fa strano quando qualcuno non è più con te dopo che lo vedi tutti i giorni. Tutti possono riconoscersi in storie così”. A tal proposito dedica il suo brano “71100” a tutti i ragazzi che lasciano la propria terra per andare a cercare fortuna altrove, come ha fatto lui trasferendosi a Milano. E’ evidente che tutto il disco mantiene un eccellente livello di scrittura e non smorza  lo spessore emotivo con ritornelli da airplay radiofonico.

E’ un lavoro sincero e contagioso, vivamente consigliato come disintossicante dagli schemi e dalle sonorità dell’attuale rap italiano. Mecna passa da un pezzo nuovo a quelli che hanno caratterizzato i suoi due album precedenti, risultando in ogni caso capace di parlare a una generazione che guarda con paura al futuro e che si è da subito riconosciuta nei suoi testi confidenziali e diretti, come in quello di “Pace tratto da “Laska”. Uno dei punti di forza del live sono i giochi di luce colorata che illuminano leggermente  l’atmosfera, gli spruzzi di fumo e soprattutto i bellissimi visual curati daKarol Sudolski, che si collegano perfettamente alle canzoni del rapper. Sullo sfondo, infatti, vengono proiettate immagini di labirinti, lampioni, palazzi di notte, giganti di ghiaccio, palme, cuori e soldi.

Ad accompagnarlo sul palco ci sono i suoi produttori fidati Alessandro Cianci alla tastiera, chitarra e voce e Lvnar che lancia le parti non suonate e gestisce gli effetti della voce di Mecna. Per tutto il concerto si respira aria di condivisione, di supporto, di divertimento e coinvolgimento: i fan ballano cantando insieme all’artista e riprendono tutto ciò che possono con i propri smartphone, soprattutto nei brani “Malibu“, “Non serve” e “Il tempo non ci basterà“. Mecna chiude con “31/08“, canzone richiesta a gran voce dalle prime file e lascia il palco ringraziando tutti i presenti per esser stati lì con lui a far caos.

Grazie raga, siete stati super
VIRGINIA CAPOZZI
Gallery completa by © Virginia Capozzi

 

 

Credits: si ringrazia l’ufficio stampa di Casa delle Arti per la gentilissima disponibilità al servizio e l’ottima organizzazione.