[Report & Photo] GAZZELLE: Invade il Demodé con il suo “Sexy Pop” a ritmo di “Superbattito”

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“Demodè Club” Modugno (Ba)- 22 dicembre 2017Flavio Pardini in arte Gazzelle, arriva al Demodè Club carichissimo dopo aver girato per mesi con il suo furgone l’Italia intera, con il solo obiettivo di diffondere il più possibile “a macchia d’olio” la sua musica, attraverso l’album di esordio intitolato “Superbattito” (Maciste Dischi, etichetta discografica indipendente).

I fan attendono per ore l’inizio del live cantando le loro canzoni preferite una dopo l’altra sino alla salita sul palco di MAFFEI. Il cantautore brindisino imbracciando la sua chitarra presenta i brani del suo primo cd da solista “MAFFEI! (sei uno str***o)” uscito a gennaio 2017 in cui racconta storie di vita quotidiana, di amori conquistati e già persi, storie di nuda intimità, storie di strada e vita vissuta nei borghi periferici della città e del mondo. Dopo una mezz’oretta in sua compagnia, si spengono le luci e nella penombra appare una piccola sagoma con felpa arancio fluo e gli inconfondibili capelli “a scodella”.

 

E’ lui, il led sullo sfondo si accende con la scritta “Gazzelle” e il live comincia senza perdersi in chiacchiere con “Balena”, brano che dimostra già il calore del pubblico e anticipa la fantastica resa dell’intera serata. Si susseguono tutte le “poesie dei giorni nostri”, come oso definirle io, che hanno portato il cantautore romano al successo di cui gode attualmente. Influenzato senza dubbio dalla ricchissima scena romana per la musica indie-pop, Gazzelle alterna durante il concerto momenti di spensieratezza con pezzi leggeri e ritmati come “Meltinpot” e “Dèmodè”, a momenti di pura malinconia e tristezza con canzoni che trascinano lentamente in un baratro da cui è difficile riemergere, come “Quella te” o “Nmrpm”.

Ciò che sicuramente salta subito all’occhio è quella sua voce tagliente e languida, spesso cantilenante quasi annoiata, con cui racconta spaccati di vita vera e di quotidianità giovanile, lasciando un misto di gioia e al tempo stesso amarezza ed esprimendo una felicità che sembra perennemente turbata. Accompagnato dalla sua fidata band presenta tutte le tormentate storie amorose e le esperienze di vita racchiuse nei suoi brani, aggrappandosi all’asta del microfono, tenendo gli occhi chiusi e accendendosi ogni tanto delle sigarette tra una strofa e un ritornello, dando anche modo così ai presenti di scatenare le loro corde vocali.

Negli ultimi mesi inoltre Flavio ha lanciato tre nuovi singoli “Sayonara”,“Nero” e “Meglio così” che hanno evidentemente conquistato tutto il suo seguito vista l’ovazione creatasi  nell’intero club sin dalle prime note. Ciò che rende la sua musica così forte sono i sintetizzatori analogici degli anni 80 in aggiunta a qualche nota di tastiere, batteria in sottofondo e chitarre decisamente pop, con testi diretti e rivolti a un pubblico senza età.

Sorprende tutti durante il pezzo “Greta” in cui inserisce il ritornello di uno dei più celebri brani del grande Jovanotti “ e per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e”, regalando un momento dolcissimo ai cuori più teneri ma creando anche un forte contrasto con l’invito di non innamorarsi mai che invece destina alla sua fantomatica Greta.

 

Passa subito a una canzone che entra in loop dopo il primo ascolto, “Zucchero filato”, proprio per la ripetizione incessante del titolo per quasi tutto il tempo del brano, durante il quale mentre la gente si spintona a destra e a sinistra sale sul palco Federico Paniccia, tour manager di Gazzelle, indossando la testa gigante di un panda e provocando ulteriore euforia tra i presenti. Arriva in seguito il momento di una canzone non ancora prodotta ma ormai imparata a memoria perché presentata a tutti i live del tour, “Un po’ alla volta” in cui tutti prendono in mano i loro cellulari riprendendo il momento per conservarlo tra la propria playlist.

Chiude il live con “Non sei tu”, pezzo a cui Flavio dichiara di essere più affezionato e per questo motivo scende avvicinandosi al pubblico e assorbendo tutta la loro energia. Questo è il bello di fare musica dal vivo: poterla vivere in sé e percepirla negli altri che ti ascoltano.

La serata termina con il lancio di mutandine e reggiseni sexy verso il cantante, che con sguardo ammiccante e malizioso sorride, abbassa la testa e rivolgendosi ai suoi compagni richiede un grande applauso per loro. Il pubblico poi si lancia nel classico coro “UNO DI NOI, FLAVIO UNO DI NOI” al quale lui risponde ringraziando tutti e gridando “Vi voglio bene regà”.

 

VIRGINIA CAPOZZI

 

Gallery completa by © Chiara Barile

 

Credits: si ringrazia il press (Valter Cirillo) del “Demodé Club” di Modugno (Ba) per la gentilissima disponibilità al servizio e la perfetta organizzazione dell’evento.

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