[Recensione & Intervista] THE KLAUDIA CALL: uscito il loro primo lavoro discografico omonimo, frutto di esperienza e affiatamento

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Recensione

Ascoltando i 12 brani dell’omonimo album “The Klaudia Call”, della band di Francavilla Fontana (BR), si ha subito la sensazione che i tre componenti hanno tirato fuori un lavoro frutto di esperienza ed affiatamento che dura da diversi anni. Un lavoro non improvvisato e che richiama vagamente un indie americano degli anni ‘80 con un loro stile ed un arrangiamento ben studiato, avendo il pregio di averlo cantato in lingua italiana, cosa non facile di questi tempi.

In alcuni brani a volte la voce, che può sembrare non all’altezza della musica, dà un carattere originale ai brani, terminanti in buona parte con la musica senza voce, lasciando spazio ad una interpretazione personale del brano.

Leggendo attentamente le parole, notiamo un grido di protesta e di disagio presente in buona parte dei brani, quasi un filo conduttore. Da migliore la qualità della registrazione, visto le continue sovrapposizioni di chitarre e arrangiamenti che meritano un sound più pulito e chiaro.

In generale un album che si fa ascoltare piacevolmente, con qualche ripetizione nei diversi brani nel sound e nell’arrangiamento, ma lascia il gradevole senso ritmico del lavoro fatto.

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Un titolo omonimo, composto da 12 tracce “in assoluta allegria”, chiariteci meglio cosa intendete per “allegria” riferendosi al vostro album?

FRA : Noi abbiamo sempre suonato e sempre suoneremo in assoluta allegria e tutto quello che facciamo viene fatto con questo spirito, ci piace divertirci, divertire e possibilmente emozionare;

Come tutti i primi nati in casa, cosa significa per voi questo album?

ALE P. : Il primo figlio di una famiglia speriamo felice e numerosa …..

FRA : il primo di una nuova famiglia, perchè ogni tanto è bello rimettersi in gioco

Ben 12 brani per un EP, cosa molto rara di questi tempi. Arretrati da molto tempo o non mancano le idee di progetto?

FRA : noi non lo consideriamo un ep ma appunto un album , forse la durata totale può ingannare ma anche Beatles e i Ramones mi pare non facessero dischi da 100 minuti….

ALE P :Con i lova (la nostra precedente esperienza musicale) abbiamo scritto e pubblicato quasi 100 canzoni in poco più di dieci anni. evidentemente siamo affetti da sindrome di urgenza espressiva.  L’ispirazione però è qualcosa di aleatorio che diventa concreta quando l’afferri. Se questo accadrà anche in futuro non possiamo saperlo.

– Una settimana fa

– Niagara

– Tutto o niente

– 120

– Bianchi coralli

– Epoca

– Nascondino

– Ahimsa

_ Pagina

– Agata

– Tandem

– Una giornata al lavoro

 

Salta subito all’occhio la varietà dei titoli, in particolare 120 e Ahimsa, che vista la brevità, invitano a sentire il brano per cercarne una attinenza. Spiegateci questa scelta.

FRA : in realtà c’è poco da cercare per quanto riguarda 120 , 120 era il tempo della canzone che non aveva ancora un titolo e quindi ….”quale facciamo? Dai fai 120, fai 120” e così è rimasta anche se in realtà il tempo della canzone ora è 125…..

ALE P: I titoli delle canzoni sono solo nome e cognome delle stesse e come per le persone, conta quello che sei dentro non come ti chiami.

 

Buona parte dei brani, hanno la caratteristica di terminare per buon tempo con solo musica, mancanza di testi che accompagnano la fine del brano o scelta compositiva?

ALE P: Direi la seconda. anche la musica “parla” ed è quello che cerchiamo di fare con le nostre canzoni

 

Il vostro genere dichiarato come “indie-rock” che tipo di influenze musicali riceve o ha ricevuto negli anni, per quanto riguarda i vostri lavori discografici?

ALE P: si tende ad incasellare e dividere la musica in generi e veniamo facilmente inquadrati  come “indie rock” probabilmente per via delle chitarre rumorose e di un approccio “primitivo” alla canzone ma ascoltiamo veramente di tutto, dai cantautori ai fugazi, da lou reed a bob marley, dai cure agli stadio. ci piacciono le canzoni che scegliamo da colonna sonora alle nostre vite,  indipendentemente dagli steccati musicali. magari il prossimo album lo facciamo acustico con quartetto d’archi così diranno che suoniamo folk-sinfonico .

 

Che tipo di impronta cercate di dare ai concerti e come si differenziano questi ultimi dai lavori in studio?

FRA : come detto prima , tornado all’assoluta allegria, noi nei live e non solo in quello, ci divertiamo, ci piace, ed è fondamentale perché è quello che poi trasmetti a chi ti ascolta o ti viene a vedere ad un concerto

 

Credete che il vostro livello tecnico/emotivo nello scrivere i brani abbia raggiunto un livello di propria soddisfazione o dobbiamo attendere i prossimi lavori?

FRA : se uno vede la scritta Finish vuol dire che è finita noi preferiamo vedere sempre la scritta restart, siamo soddisfatti di tutti i nostri lavori dal primo demo a questo album ma…bisogna sempre crescere ed essere affamati.

ALE P:progredire artisticamente penso sia l'obiettivo di chiunque si dedica a qualsiasi forma d’arte, che sia dipingere o piuttosto scrivere poesie o canzoni. dove per “progredire artisticamente” intendo avere una storia in continuo movimento, essere felici di quello che si fa, possibilmente mantenendo uno sguardo “bambino” per le cose

 

 

 

 

 

Acquista il loro album:

              

 

CREDITS ALBUM

ALESSANDRO PALAZZO : CHITARRA, VOCE E TASTIERE
FRANCESCO DI COSTE : BASSO
ALESSANDRO GARRAMONE : BATTERIA E VOCE
LE CANZONI : 2,3,4,5,6,8,10,11,12 SONO STATE SCRITTE DA A. PALAZZO;
1,7,9 SCRITTE DA A- GARRAMONE

REGISTRATO E MIXATO : 1,4,7,8,10 DA MARCO LOVATO C/O IL CAG DI BRINDISI;
2,3,5,6,8,11 DA NANNI SURACE C/O IL PUREROCK STUDIO DI BRINDISI;

12 REGISTRATA IN SALA PROVE E MIXATA DA MARCO LOVATO
MASTERING EFFETTUATO DA FRANCESCO GUADALUPI C/O OM STUDIO MASTERING ROOM
IN COPERTINA UN ‘OPERA DI DINO CLAVICA
PROGETTO GRAFICO : FRANCESCO DI COSTE
STAMPATO DA ICARUS DUPLICAZIONI NEL DICEMBRE 2016

Recensione Ascoltando i 12 brani dell’omonimo album "The Klaudia Call", della band di Francavilla Fontana (BR), si ha subito la sensazione che i tre componenti hanno tirato fuori un lavoro frutto di esperienza ed affiatamento che dura da diversi anni. Un lavoro non improvvisato e che richiama vagamente un indie americano degli anni ‘80 con un loro stile ed un arrangiamento ben studiato, avendo il pregio di averlo cantato in lingua italiana, cosa non facile di questi tempi. In alcuni brani a volte la voce, che può sembrare non all'altezza della musica, dà un carattere originale ai brani, terminanti in buona…

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