[Intervista & Recensione] MISGA: il loro primo album “MICAMICAPISCI”

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Il primo album dei MISGA racchiude 7 brani che vanno da un cantautorato personale ed un rock leggero che si accosta piacevolmente ad un pop movimentato e ritmico con innesti di elettronica anni ’80.
Un album che non annoia l’ascoltatore sia dal punto di vista del suono sia per i testi da seguire ed interpretare con attenzione e che esprimono pensieri e difficoltà contemporanee della vita. Da segnalare la collaborazione con Puccia degli Après la Classe, per il brano “Fame” che si distacca dal loro modo di comporre, dando così un tocco diverso e frizzante a questo album.

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Ciao e benvenuti tra le pagine di Pugliamusic.it. partirei  subito con una presentazione ai nostri lettori. Come nascono e chi sono i MISGA ?

I MISGA nascono ad Andria a metà 2014. MISGA è l’acronimo di Michele Sgaramella, cantante polistrumentista ma subito il progetto si evolve con l’arrivo di Marco Sgaramella (no, non siamo fratelli) e Davide Suriano.

 

Avete prodotto il primo album “MICAMICAPISCI” della vostra carriera musicale. Qual è stato il percorso per raggiungere questo traguardo e cosa rappresenta per voi questo primo album?

MICAMICAPISCI per noi rappresenta la fine di un primissimo percorso. È sicuramente un bel traguardo. I 7 brani presenti sono i brani che hanno dato vita al progetto, avevamo voglia di dire la nostra al mondo, la stessa voglia e lo stesso spirito che vogliamo conservare per i progetti futuri.

 

“Fame feat Puccia” una collaborazione con un “esperto” del settore, amicizia o esigenza del brano ?

FAME è un pezzo ribelle e ‘di protesta’, un urlo di difesa. Ho avuto modo di conoscere Puccia e poi di stringere un’amicizia. Ho notato in lui molti aspetti emotivi e vocali attinenti al brano, oltre a una grande umiltà e dedizione nei confronti della musica. Così, un pomeriggio di metà Agosto, Carmine Tundo de ‘La Municipàl’ ha messo a disposizione il suo studio in Salento e abbiamo registrato il pezzo. Sono molto contento di questa collaborazione. Michele ndr.

 

Quali sono gli argomenti sociali e personali che raccontate in questo album?

In questo ep abbiamo racchiuso frammenti della nostra vita. Crediamo quindi che i giovani possano rispecchiarsi molto negli argomenti toccati.

Micamicapisci, che è il brano che da il nome all’ep, vuole con la sua ironia raccontare le difficoltà nel trovare un’identità interiore e farsi comprendere, soprattutto in un’epoca in cui i mezzi di comunicazione spesso allontanano invece di avvicinare. L’attaccamento alla propria terra è urlato in fame; “drogarsi di possibilità” il messaggio lanciato in dammi dammi, e l’invito a guardare sempre avanti nonostante il temporaneo grigiore sussurrato in pazzi e felici.

 

Credete che la vostro livello tecnico/emotivo nello scrivere i brani abbiano raggiunto un livello di propria soddisfazione o dobbiamo attendere i prossimi lavori?

Siamo solo all’inizio e siamo innanzitutto contenti di essere riusciti a produrre questo primo lavoro. A tal proposito ci preme ringraziare chi con passione e sacrificio ha collaborato alla riuscita di questo obiettivo come Stefania che ha creduto con noi fin dalla prima nota e che, come noi, non dorme la notte per pensare al progetto e Freecom, l’etichetta indipendente che da un po’ di tempo ci segue. Sicuramente cresceremo, e sicuramente per il resto della nostra vita il disco appena prodotto avrà un posto e un’identità. Continuerà a vivere con noi insomma.

 

Quanto peso date alle recensioni e l’importanza dei social-media nello startup di un Band?

Siamo molto curiosi e attenti al parere altrui ma ci piace anche dire la nostra. Le recensioni offrono questa possibilità per questo le riteniamo utili e importanti. Come importante è il ruolo dei social- media per divulgare notizie riguardo la band e promuovere il progetto ma no! Non ci passiamo le ore né vorremmo farlo.

 

Guardando la scena musicale in Italia si nota un distacco sempre maggiore tra Pop commerciale e tutto ciò che è underground. Le due strade divergono sempre di più a volte sottolineando le crude differenze. Come vedi o vivi tutto ciò ?

Immaginiamo il pop commerciale un viaggio in una comoda autostrada e il cosiddetto underground un viaggio verso una strada tortuosa e piena di deviazioni (tipo la Salerno- Reggio Calabria). Ecco, noi siamo su un furgoncino rotto sulla Salerno-Reggio Calabria! Sono comunque due strade importanti e quando si sceglie di percorrerle ci deve essere la consapevolezza che ci si sta immettendo. La meta precisa non è sempre necessaria, serve a volte farsi guidare dall’istinto e non sempre dal navigatore. Aldilà della metafora crediamo nella musica e soprattutto ci divertiamo un sacco. Cerchiamo di ritagliarci il nostro piccolo spazio.  Non sappiamo dove andremo a finire ma ci piace percorrere la nostra strada con la giusta precauzione.

 

Che tipo di impronta cercate di dare ai concerti e come si differenziano questi ultimi dai lavori in studio?

In studio abbiamo cercato di fare l’essenziale, il giusto. Dal vivo c’è il contatto col pubblico, l’emozione, l’umanità. Vogliamo fare del bene all’anima di chi ci ascolta e farci ricordare con un sorriso. In questo momento, la scena ‘indipendente’ italiana è piena di band ‘fighe’ e malinconiche. Noi durante i live ci divertiamo e non lo nascondiamo.

 

ALESSANDRO LONOCE

 

Il primo album dei MISGA racchiude 7 brani che vanno da un cantautorato personale ed un rock leggero che si accosta piacevolmente ad un pop movimentato e ritmico con innesti di elettronica anni '80. Un album che non annoia l'ascoltatore sia dal punto di vista del suono sia per i testi da seguire ed interpretare con attenzione e che esprimono pensieri e difficoltà contemporanee della vita. Da segnalare la collaborazione con Puccia degli Après la Classe, per il brano "Fame" che si distacca dal loro modo di comporre, dando così un tocco diverso e frizzante a questo album. Ciao e benvenuti tra…

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