[Intervista: Premio “Mimmo Bucci”] NOIR LE CLUB: una cornice come il petruzzelli sarà un ulteriore passo verso una maggiore maturazione personale, dandoci una opportunità con il brano “In bilico”

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Abbiamo incontrato la Band NOIR LE CLUB per parlarci del loro brano “In Bilico” arrivato in finale al “Premio Nazionale MIMMO BUCCI” in programma il 5 febbraio 2017 al Teatro Petruzzelli di Bari.

 

Non basterebbero fiumi di parole per raccontare come ognuno di noi un giorno si sia svegliato e abbia cominciato a fare musica. è sufficiente dire che un pomeriggio un ragazzo come tanti con la passione di scrivere canzoni ha deciso di riunire attorno a se qualche amico per inseguire un sogno e costruire tra ritmi funk, atmosfere jazz-noir e fraseggi blues,delle canzoni dal retrogusto squisitamente pop. Ma cos’è pop in fondo..?

 

Come avete saputo del “Premio Nazionale” e perché avete deciso di partecipare ?
Parliamo del vostro brano “In Bilico”: perché questa scelta e di cosa parla il brano?

Ciao Alessandro,il premio ormai è diventato un’esperienza ambita dai musicisti della scena emergente barese e personalmente (parla Giorgio Schino, voce e chitarra del gruppo) conoscendo per sentito la figura artistica di Mimmo Bucci tramite i miei genitori da sempre appassionati di musica italiana ed al tempo fan della combriccola di Vasco, sono stato da loro avvisato di questa bellissima esperienza un anno fa e mi sono detto, quando al tempo i Noir Le Club erano appena nati, “caspita dobbiamo provarci”. Abbiamo scelto “In Bilico” perchè è stata la prima canzone che abbiamo suonato appena entrati nella nostra sala prove, e penso che possa rappresentare sia sotto il punto di vista musicale che testuale il nostro progetto. La canzone la scrissi qualche mesetto prima quando la mia ragazza mi disse che, nonostante mi volesse bene, pensava io fossi davvero un tipo ingestibile, allora decisi di scriverci un brano per dedicarglielo e scherzarci su.

Che tipo di impronta musicale vorreste dare alle vostre canzoni e come si differenzierebbero dalla marea di artisti che vogliono emergere?

L’idea è quella di unire un filone musicale spesso distante dalla nostra generazione come quello del jazz, del soul e del funk, per metterlo in contatto in maniera sempre abbastanza naturale con brani di matrice pop e dare vita a qualcosa che possa piacere sia agli ascoltatori con l’orecchio più “snob” sia ai ragazzi che hanno semplicemente voglia di ascoltare una bella canzone senza troppi fronzoli. Siamo comunque molto attenti nel guardarci intorno, curiosi nello sperimentare continuamente e siamo sicuri non mancheranno le incursioni nel rock e, chissà,nella musica elettronica.

“Premio Nazionale Mimmo Bucci”: un palco di tutto rispetto che vedrà esibirvi (prima volta?). Come state vivendo questa esperienza e cosa vi aspettate da questa kermesse, da un punto di vista professionale ?

Siamo davvero molto emozionati,ma dopo un anno esatto insieme abbiamo imparato a gestire le nostre ansie suonando nelle sedi più disparate: siamo stati al teatro royal due volte in due situazioni diverse da cui siamo usciti entrambe le volte finalisti, dal politecnico alle classiche giornate dell’arte che condiscono di musica i licei di questa città, 18 anni e tante altre esperienze che ci hanno aiutato a volte sbagliando, a crescere. Abbiamo ancora molto da imparare,ma siamo sicuri che una cornice come il petruzzelli sarà un ulteriore passo verso una maggiore maturazione personale e ci darà la possibilità di conoscere tanti altri ragazzi che come noi inseguono il sogno della musica: un’opportunità di scambio da cogliere al volo!

Far musica è anche un sinonimo di comunicare, cosa volete comunicare con i vostri brani?

Come detto in precedenza la parte testuale è un ingrediente importante nella nostra musica che non lasciamo al caso. nei testi che scrivo parlo di quello che mi circonda,della mia quotidianità e delle problematiche che un adolescente x affronta tutti i giorni:dalle dinamiche relazionali con l’altro sesso ai rapporti con gli amici,dai miei pensieri ed il mio immaginario dato dai film e dai libri che leggo alle mie insicurezze. cerco di raccontarmi e spero che la gente possa specchiarsi in quello che dico,ritrovare un pezzo di se. alcune volte i brani possono essere ironici ed un pizzico narcisistici come “in bilico“, altre volte “l’anima fragile” viene messa a nudo… è in quel momento che la musica ti guarda negli occhi e ti chiede se hai davvero qualcosa da dire.

Un progetto a cui state lavorando, ed uno a cui vorreste presto lavorare?

In questo periodo stiamo cercando di suonare ovunque per farci conoscere e mettere un bel gruzzolo da parte in modo tale da cominciare a lavorare e far uscire entro i prossimi 6 mesi il nostro EP,per il resto continuamo ad arrangiare con costanza nuovi pezzi e a studiare per rendere sempre più particolare il nostro sound. Tutti insieme stiamo investendo e lavorando con tenacia per far crescere la musica dei Noir Le Club,mettendo però la passione,l’amicizia ed il divertimento al primo posto.

Intanto vi facciamo un gran in “bocca al lupo” per la finale del 5 febbraio e che vinca la MUSICA !!!

ci vediamo lì,non vediamo l’ora!!!

 

ALESSANDRO LONOCE

Abbiamo incontrato la Band NOIR LE CLUB per parlarci del loro brano “In Bilico” arrivato in finale al “Premio Nazionale MIMMO BUCCI” in programma il 5 febbraio 2017 al Teatro Petruzzelli di Bari.   Non basterebbero fiumi di parole per raccontare come ognuno di noi un giorno si sia svegliato e abbia cominciato a fare musica. è sufficiente dire che un pomeriggio un ragazzo come tanti con la passione di scrivere canzoni ha deciso di riunire attorno a se qualche amico per inseguire un sogno e costruire tra ritmi funk, atmosfere jazz-noir e fraseggi blues,delle canzoni dal retrogusto squisitamente pop.…

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