[Intervista: Premio “Mimmo Bucci”] CLAUDIA de CANDIA con la sua “Pioggia Chiama” ritorna come protagonista

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Abbiamo incontrato la Cantautrice CLAUDIA de CANDIA per parlarci del suo brano “Pioggia Chiama” arrivato in finale al “Premio Nazionale MIMMO BUCCI” in programma il 5 febbraio 2017 al Teatro Petruzzelli di Bari.

 

BIOGRAFIA

Cloud, alter ego di Claudia de Candia, nasce a Molfetta nel 1991. Da che è bambina respira aria di musica in casa, grazie alle esperienze e agli ascolti musicali del padre, canta da che ne ha memoria. All’età di 6 anni intraprende lo studio del pianoforte e parallelamente del canto, soprattutto da autodidatta. Nel corso degli anni prende parte a formazioni blues, soul, ma è con la scrittura delle proprie canzoni che scopre il folk e la musica d’autore come mezzo da privilegiare per esprimere al massimo se stessa, permettendole di coniugare la sua passione per la musica con quella per le lingue straniere. Dal 2012 comincia una collaborazione intensa con Mizio Vilardi che la vede coinvolta prima nell’interpretazione di “Flow”, canzone che è stata recentemente inserita nella colonna sonora della fiction Rai “Tutto può succedere”, e poi in “Occhi aperti (so far, so close)”, canzone della quale è coautrice. Nel 2013 rientra tra i finalisti del Cagnano Music Festival e nel 2015 presta la voce al brano “Nui” contenuto nell’album de Le Mosche (formazione cantautoriale sperimentale) dal titolo “Boa Viagem Capitao”, uscito lo scorso ottobre per la New Model Label. A gennaio 2016 calca il palco del prestigioso Teatro Petruzzelli di Bari nell’ambito del premio “Mimmo Bucci” in supporto al cantautore Mizio Vilardi. Nel luglio 2016 rientra tra i cinque finalisti della XIX edizione del premio nazionale “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” con la canzone “Cruel farewell” vincendo il premio assegnato dalla giuria popolare. L’attitudine all’improvvisazione la porta ad intraprendere recentemente lo studio del canto jazz.

Hai partecipato alla scorsa edizione del premio, a supporto con un altro cantautore. Quest’anno hai deciso di sarai in “prima linea” da sola: un salto in avanti o scelta prefessionale?

Hai detto bene, questa è la seconda volta che ho l’occasione di calcare il palco del teatro Petruzzelli per il Premio Mimmo Bucci. Lo scorso anno ero sul palco con il mio amico e cantautore Mizio Vilardi. Devo a lui tantissimo, tra le altre cose l’avermi dato la possibilità di scoprire questa bellissima realtà. Anche se non mi vedeva in veste di protagonista questa esperienza mi ha stimolato a tal punto da pensare quindi di concorrere quest’anno come solista. E’ sia un salto in avanti perché di solito prediligo l’inglese nella scrittura delle mie canzoni, mi sento più a mio agio. Ringrazio doppiamente chi mi ha selezionato perché essere stata scelta con una canzone in italiano, tra l’altro una delle prime con le quali mi sia cimentata con la mia lingua madre, mi ha dimostrato come questa possa ben coniugarsi con la mia musica e mi spinge a rivalutare il ruolo che la stessa potrà rappresentare in futuro per quanto riguarda la scrittura.
Parliamo del tuo “Pioggia Chiama”: perché questa scelta e di cosa parla il brano?

Come ho già detto, “Pioggia chiama” è stata una delle prime canzoni in assoluto che abbia mai scritto in italiano, forse per questo la mia scelta è ricaduta su di lei. E’ una canzone che veicola delle immagini quasi scandite dal flusso di coscienza: è la riflessione e il sogno in cui spesso ci rifugiamo, è la richiesta a qualcuno di restarci accanto, un qualcuno di reale o evanescente, per meglio affrontare le proprie mancanze e debolezze. La pioggia è elemento di purificazione, un balsamo, un cicatrizzante naturale che segue lo scorrere, l’andamento dei pensieri. In senso universale è anche una canzone sul mondo interiore di tutti noi, quella parte che spesso tendiamo a non esprimere e a nascondere per paura.

Che tipo di impronta musicale vorreste dare alle tue canzoni e come si differenzierebbero dalla marea di artisti che vogliono emergere?

Le mie canzoni nascono da qualche accordo semplice di chitarra. Prediligo la dimensione acustica, che per me è la più autentica seppure più scarna; mi permette di cantare senza filtri di sorta. Nella mia musica vorrei che questa intenzione, questo approccio semplice e diretto emerga soprattutto per dare più peso alle parole che canto. E’ una consapevolezza alla quale sono arrivata col tempo, col mutare della percezione di ciò che in musica mi emoziona di più.

 

“Premio Nazionale Mimmo Bucci”: un palco di tutto rispetto che vedrà esibirti, questa volta, da solista. Come stai vivendo questa esperienza e cosa ti aspetti da questa kermesse, da un punto di vista professionale e personale?

Quasi incredula e onorata lo scorso anno ho già calcato questo palco del quale avverto questa volta ancora di più l’importanza e il prestigio. Dovendolo vivere in prima linea e con una “responsabiltà” diversa mi sento in qualche modo più coinvolta emotivamente. Sono curiosa di ascoltare le altre canzoni in concorso: sono sempre aperta al nuovo e ricettiva in queste occasioni. Penso che sia importante il confronto e lo stimolo che deriva da esperienze simili, sia dal punto di vista umano che artistico. Ne trarrò giovamento sicuramente dal punto di vista della crescita personale. In veste di spettatrice il teatro Petruzzelli, luogo di cultura dall’eredità artistica notevole, ha da sempre assunto per me una valenza particolare a seconda dello spettacolo in scena, ma viverlo da “protagonista” per una sera sarà un’altra storia che varrà sempre la pena ricordare e raccontare.

Far musica è anche sinonimo di comunicare, cosa vuoi comunicare con i tuoi brani?

Attraverso i miei brani voglio comunicare la mia visione del mondo visto attraverso il mio “micromondo”. Un piccolo universo che è in costante discussione, composizione, scomposizione e ricomposizione. Da qui proviene anche la voglia di instaurare collaborazioni, che siano musicali e non. Scrivere per me è un’esigenza forse anche perché mi permette di conoscere meglio me stessa, per ritrovare il filo perso e ritornare al bandolo della matassa. Cito Michela Marzano, un’autrice che amo particolarmente, che a proposito della scrittura dice “Si scrive per lasciare una traccia. Per dire quello che conta veramente. Per trovare le parole adatte. Per colmare un vuoto. Per farsi capire. Per non lasciare che il tempo cancelli i ricordi… “.

Un progetto a cui stai lavorando, ed uno a cui vorresti presto lavorare?

Sto lavorando sulla scelta dei brani che faranno parte del mio primo lavoro in studio: sto cercando la giusta dimensione e veste con cui presentarli, non voglio lasciare nulla al caso ed è per questo che sto prendendo il mio tempo per farlo. Voglio che sia un lavoro che mi rispecchi totalmente. Per quanto riguarda un progetto a cui vorrei partecipare… beh, più che altro è un sogno nel cassetto, forse un po’ troppo ambizioso e azzardato, ed è quello di comporre per un’opera filmica. E’ evidente che non parlo di una OST intera, per la quale non avrei le competenze adatte, ma mi riferisco a brani da scrivere appositamente per quello che potrebbe essere, per esempio, un cortometraggio. Sono da sempre molto affascinata dalla settima arte e mi piacerebbe mettermi alla prova in questa maniera. Insomma, mi piacerebbe “far suonare” delle immagini visto che nella musica per me accade il contrario. Poi mi piacerebbe continuare ad approfondire lo studio del canto jazz per il quale da relativamente poco tempo ho sviluppato un amore istantaneo e viscerale.

 

Intanto ti facciamo un gran in “bocca al lupo” per la finale del 5 febbraio e che vinca la MUSICA !!!

 

ALESSANDRO LONOCE

Abbiamo incontrato la Cantautrice CLAUDIA de CANDIA per parlarci del suo brano “Pioggia Chiama” arrivato in finale al “Premio Nazionale MIMMO BUCCI” in programma il 5 febbraio 2017 al Teatro Petruzzelli di Bari.   BIOGRAFIA Cloud, alter ego di Claudia de Candia, nasce a Molfetta nel 1991. Da che è bambina respira aria di musica in casa, grazie alle esperienze e agli ascolti musicali del padre, canta da che ne ha memoria. All’età di 6 anni intraprende lo studio del pianoforte e parallelamente del canto, soprattutto da autodidatta. Nel corso degli anni prende parte a formazioni blues, soul, ma è…

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