[Intervista] BROKEN FRAMES: parlano di loro e del primo inedito “Splendido Nulla”

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BROKENFRAMES_ALBUM

Ciao Ragazzi e grazie di concedere questa intervista per Pugliamusic. Una domanda che molti vorrebbero farvi: “BROKEN FRAMES” alla lettera “Cornici Rotte”, in realtà… ?

Ciao e grazie a voi per averci concesso questo spazio! Questa è una domanda ormai classica e a cui non c’è nemmeno una risposta ben precisa: il nome è nato per gioco nel 2008 – d’altronde come questo stesso progetto – dal sogno di 4 amici che volevano fare musica tutti insieme. Il significato, che solo dopo abbiamo scoperto essere, appunto, “Cornici Rotte”, rispecchia però quello che vorremmo fare con la nostra musica, ovvero andare oltre le cornici, intese come i “canoni” della nostra società. La musica può aiutarci a mettere in discussione ciò che ci circonda e immaginare un mondo migliore, quale primo passo per crearlo.

 

Vista la vostra  giovane età, avete un background musicale che nasce come cover di band famose, ma ad un certo punto date una “sterzata” al vostro percorso, perché e quando è nata questa decisione?

Diciamo che è andata in modo un po’ diverso, perché in realtà, dopo i primi passi suonando varie cover, come fanno un po’ tutti agli inizi, a fine 2011 iniziammo a scrivere qualcosa di nostro e notammo che ti dava una soddisfazione totalmente diversa da quella che poteva essere suonare pezzi altrui. Nel 2012, prima di diventare una tribute band degli U2, scrivemmo ed incidemmo “In-Solitudine”, il nostro primo pezzo in Italiano, che poi curiosamente è diventato il singolo di lancio del disco 4 anni dopo. All’epoca però non avevamo ancora nemmeno accarezzato l’idea di incidere un intero album, che ci è venuta in mente solo l’anno successivo.

Il percorso di tribute band è nato di pari passo, perché quando ad inizio 2013 decidemmo che avremmo registrato un album, fu subito chiaro che le poche serate che trovavamo con i nostri inediti, oltretutto gratis, non ci avrebbero certamente aiutato a sostenere l’enorme spesa di registrazione e pubblicazione del disco. Ora che siamo arrivati a 94 serate come Tribute degli U2 e una decina con la neonata Tribute dei Coldplay, possiamo dire con certezza che se siamo riusciti a pubblicare questo album una grande parte del merito va all’aver portato avanti i progetti di tribute band, quindi a chi ci critica per questa scelta noi diciamo che siamo contentissimi di averlo fatto: non abbiamo guadagnato 1 centesimo in 3 anni di serate, anzi, abbiamo dovuto integrare parecchio per poter completare il disco, ma siamo felicissimi comunque di aver raggiunto il nostro obiettivo.

 

Quanto ha potuto influenzare la produzione del vostro EP l’aver suonato per anni le Cover?

Io credo che ci abbia influenzato, ma come chiunque quando scrive un pezzo è influenzato dalle canzoni che ascolta. Spesso la gente trova dei riferimenti, secondo noi a volte un po’ forzati, tra la nostra musica e quella degli U2 stessi, ma ci può stare…sono le regole del gioco: ognuno può dire ciò che vuole, a condizione che la sua non sia una critica al solo scopo di screditare il lavoro d’altri. Ci è stato spesso detto, ad esempio, che un pezzo di chitarra del ritornello di In-Solitudine è simile ad un pezzo di “Electrical Storm” degli U2…peccato che noi quando abbiamo scritto In-Solitudine non fossimo ancora una tribute degli U2 e, vogliate crederci o no, “Electrical Storm” all’epoca non la conoscevamo nemmeno! (e per fortuna l’abbiamo scoperta dopo, perché è un pezzo fantastico).

L’unico brano dell’album che è stato volutamente arrangiato musicalmente in maniera che richiamasse gli U2 è il brano di chiusura, intitolato “Tranne Te”, che parla appunto del nostro rapporto con la musica e che abbiamo voluto scrivere per rendere omaggio alla band irlandese, perchè, indirettamente, ci ha consentito di sostenere le spese per la pubblicazione di questo album.

 

Far musica è anche un sinonimo di “comunicare”, cosa volete comunicare con i vostri brani?

Far musica significa trasmettere qualcosa; quello che cerchiamo di trasmettere, nel nostro piccolo, con questo album sono dei messaggi importanti, quali la schizofrenia, il lavoro in nero o la povertà sempre più diffusa nel mondo. Ma, a prescindere da tutto, speriamo di trasmettere delle emozioni: in fondo, è proprio a questo che serve la musica.

 

Quanto è difficile essere una Band in Italia e se, aver scelto anche la strada degli inediti, possa in qualche maniera causare momenti di difficoltà?

E’ una corsa ad ostacoli. Nel 2013, quando iniziammo a parlare di “album”, sapevamo che avremmo trovato tantissime difficoltà, e non solo a livello economico. Ci siamo sempre dati obiettivi “a step”: ogni anno tornavamo in studio di registrazione per registrare circa 3 pezzi e sapevamo che se per qualunque motivo avessimo dovuto fermarci, avremmo comunque pubblicato l’album con i pezzi registrati fino a quel momento. Questo perché ci sono tante piccole cose che, evidentemente, chi non vive dall’interno il nostro, o qualunque altro progetto musicale, non può sapere. Non si tratta solo di mettere insieme 4 accordi e suonarli: si tratta di mettere insieme 4 vite, sacrificare degli impegni, fare delle rinunce a volte anche importanti sul piano personale, per riuscire a portare avanti una sorta di treno con tutti i suoi vagoni.

La musica inedita poi, in Italia, non ha il risalto che ha nel Nord Europa e farsi spazio è difficile senza avere “agganci” o senza essere usciti da un talent show.

Anche tra noi non sono mancati screzi e momenti difficili, ma il bello è superarli sempre con la volontà di migliorare…e poi, aldilà di tutte le difficoltà, le emozioni che da la musica superano tutto e sono il motivo per cui da anni facciamo tutto questo!

 

Quanta importanza date alle recensioni social-media nello startup e nella vita di una Band?

Nel mondo d’oggi vige il “non importa se bene o se male: l’importante è che se ne parli” …e ciò è brutalmente vero. Le recensioni sono un ottimo modo per far parlare del nostro disco, siano positive o negative: noi ne traiamo, a volte, consigli utili su come proseguire il nostro lavoro…ed il pubblico, spesso incuriosito dai giudizi dei recensori, viene invogliato ad ascoltare la nostra musica

 

Parliamo del vostro primo album “Splendido nulla”. Se e cosa accomuna gli 8 brani dal punto di vista tematico/sociale o in cosa si differenziano?

“Splendido Nulla” è prima di tutto il nostro sogno che si realizza: un sogno in cui, come abbiamo già detto, abbiamo cercato di toccare temi che fossero quanto più significativi, sia per chi ci ascolta, sia per noi stessi. Sicuramente il pezzo che più ci sta a cuore è “In-Solitudine”, che infatti abbiamo pubblicato come singolo.

In-Solitudine, come abbiamo detto, parla del delicato (e dimenticato) tema della schizofrenia, che è un male terribile che colpisce milioni di persone nel mondo. C’è un trattino nel titolo, non per un errore di stampa: il “gioco di parole” riguarda la solitudine sociale in cui si trovano le persone affette da schizofrenia, che però non si traduce in una solitudine interiore, in quanto, nella loro mente, probabilmente queste persone non sono mai sole, perché “immerse in un mare di pensieri ed illusioni”. Abbiamo creduto così tanto in questo pezzo che abbiamo deciso di realizzarne un videoclip, curato da Mediavision, che è possibile vedere in questo link: https://www.youtube.com/watch?v=oFxR6gNbo4U

 

“Lo splendido nulla”: Titolo e 1° brano dell’album. Di cosa parla e perché quel titolo?

Questa è una domanda difficile, ma che ci aspettavamo: Lo Splendido Nulla riflette il mio modo di scrivere testi (Walter); a me piace che le canzoni non abbiano un significato univoco, ma che ogni persona le possa leggere e interpretare come preferisce, sentendole più vicine a ciò che cerca.

Nello specifico, quando ho scritto il testo di “Lo Splendido Nulla” ho pensato ai paradossi della vita, ovvero a come spesso chi ha tutto finisca per non apprezzare niente, mentre chi ha poco o nulla, può riuscire ad apprezzarlo…da questo la mia riflessione: può essere il nulla splendido? A voi lascio la risposta.

 

Ascoltando i vostri brani, notiamo una presenza ritmica molto presente con controtempi, rullate e pattern insistenti, forse a volte leggermente eccessivi. Impressioni nostre o scelte volute?

Sai, ci capita spesso di ascoltare l’album e pensare che ora alcune cose le faremmo in maniera diversa. Nei 4 anni di realizzazione del disco siamo sicuramente cresciuti dal punto di vista della tecnica musicale e quindi alcune composizioni, sebbene riviste e perfezionate nel corso delle varie sessioni di studio, probabilmente risentono di un processo graduale di crescita musicale. D’altronde va anche detto che non abbiamo alle nostre spalle un arrangiatore: è stato tutto farina del nostro sacco e quindi alcuni errori di “gioventù” possono anche starci. Alcune cose però sono state dettate da scelte ben precise, dettate dal nostro stile musicale: un esempio può essere dettato dalle lunghe parti strumentali molto “old style” e sicuramente non radiofoniche presenti in “Lo Splendido Nulla”…sapevamo che forse non rispecchiavano la musica che passa in radio al giorno d’oggi, ma rispecchiavano ciò che siamo, ed abbiamo deciso volutamente di arrangiare il pezzo in questo modo. Lo stesso è successo con la parte centrale di “La Stanza” che dal pop rock melodico che ci caratterizza arriva quasi a sfiorare il metal…alla fine dei conti bisogna rispettare le regole del mercato musicale, ma non appiattirsi del tutto!

 

Dove vogliono o sperano di arrivare i Broken Frames nel prossimo futuro?

Noi l’abbiamo detto dal primo momento in cui questo disco ha visto la luce: non abbiamo ancora capito se questo sia un punto di arrivo o un punto di partenza, ma per il momento ci godiamo quello che sta succedendo. Tanta gente sta ascoltando la nostra musica, sta acquistando il cd, condividendo il videoclip, ci sta inviando foto con il nostro album…e ciò, che può sembrare poco, per noi è una soddisfazione enorme. Ciò che succederà in futuro non possiamo saperlo, ma noi ce la metteremo tutta e continueremo a crederci come abbiamo fatto finora!

Ora abbiamo un’etichetta discografica (la Digressione Music) che ha creduto in noi pubblicando il nostro album nel suo catalogo, e magari potrebbe essere solo il primo lavoro che ci vede legati a loro, ma chissà… abbiamo imparato negli anni a volare basso per goderci ogni cosa che riusciamo a conquistare, quindi andremo avanti così!

 

A questo punto ringraziamo voi di PugliaMusic per averci dato la possibilità di fare questa chiacchierata! Ricordiamo a tutti quanti l’appuntamento per il 1 Aprile al Nordwind Discopub di Bari per la serata di presentazione del nostro album: sarà un evento ad INGRESSO GRATUITO senza obbligo di consumazione, per festeggiare insieme a noi questo nostro piccolo grande traguardo ed ascoltare la nostra musica, ma non solo!

Infine, ricordiamo che il nostro album “splendido nulla” è acquistabile su ordinazione in tutti gli stores Feltrinelli, sul nostro sito www.brokenframesband.com o sul sito dell’etichetta discografica www.digressionemusic.it , oltre che in digitale su Itunes, Spotify e tutti i maggiori digital stores.

 

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A presto, e viva la musica!

 

ALESSANDRO LONOCE x Pugliamusic.it

Ciao Ragazzi e grazie di concedere questa intervista per Pugliamusic. Una domanda che molti vorrebbero farvi: "BROKEN FRAMES" alla lettera "Cornici Rotte", in realtà... ? Ciao e grazie a voi per averci concesso questo spazio! Questa è una domanda ormai classica e a cui non c'è nemmeno una risposta ben precisa: il nome è nato per gioco nel 2008 - d'altronde come questo stesso progetto - dal sogno di 4 amici che volevano fare musica tutti insieme. Il significato, che solo dopo abbiamo scoperto essere, appunto, “Cornici Rotte”, rispecchia però quello che vorremmo fare con la nostra musica, ovvero andare…

Score

Voto Utenti : 4.05 ( 2 voti)

2 commenti

  1. Michele simone

    Sono di parte ma una cosa sola la vorrei sottolineare, sulla loro bravura lascio ad altri il giudizio MA per me che li conosco bene posso asserire con fermezza che la loro migliore qualità è : SONO TUTTI BRAVI RAGAZZI CON VALORI NOBILISSIMI E RARI !!
    Meritano successo anche per questo !!

  2. Siamo daccordo con te Michele, li seguiamo soprattutto per questi valori !! 🙂

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